La carenza di personale all’Ospedaletto di Bari, ha allarmato le organizzazioni sindacali che, in una nota stampa, hanno ripreso quanto denunciato dalla Fials e dagli infermieri del Giovanni XXIII, costretti ad operare in gravi condizioni. Una situazione allarmante che richiede l’intervento del Prefetto.  

Sul caso sono intervenuti anche la Cgil e la Cisl che richiamano all’attenzione la grave carenza di personale infermieristico, che spesso deve fare i conti con aggressioni verbali e fisiche da parte degli utenti, non solo con turni massacranti che non gli permettono di operare al meglio.

La nota della Cgil:

“La già grave carenza di personale infermieristico assegnato al Pronto Soccorso, ha visto nel mese in corso, la riduzione di ulteriori 4 unità di CPS infermieri a causa di collocamento in quiescenza, di aspettativa, per maternità e della interruzione di un contratto a termine. Una carenza quella del personale infermieristico che si ripercuote sui pochi infermieri in servizio e che di conseguenza determina turni di servizio massacranti, anche a causa della ulteriore riduzione di personale determinata dal periodo di ferie in corso”.

“Turni massacranti, organici depauperati e personale infermieristico che invecchia, non
garantiscono né il necessario benessere organizzativo e neppure la sicurezza di chi, come gli infermieri del Pronto Soccorso, essendo operatori in front-office, rappresenta il punto di caduta di tutto lo stress determinato da una parte dalla necessità di adempiere in quanto professionisti al proprio lavoro e dall’altra di sopperire, non si comprende più come, alle continue proteste per i lunghi tempi di attesa dei tanti cittadini che quotidianamente si rivolgono al Pronto Soccorso e che spesso danno luogo ad aggressioni verbali e talvolta anche fisiche. Va inoltre evidenziato che dopo la chiusura del Pronto Soccorso pediatrico del Policlinico, il Pronto Soccorso del “Giovanni XXIII” è rimasto l’unico ad accogliere bambini non solo da tutta la città di Bari, ma anche dalla provincia, con le gravi difficoltà che il personale della Direzione Medica e del Comparto si è trovato improvvisamente, a dover fronteggiare.

“Segnaliamo inoltre, che nel Pronto Soccorso del Giovanni XXIII, non c’è personale di supporto (OSS), sono assegnate solo 2 unità con la qualifica di ausiliario, inoltre durante il turno notturno è presente solo ed esclusivamente in regime di lavoro straordinario, un ausiliario della Sanità Service. A seguito della grave situazione che si è determinata, il personale infermieristico è ormai quotidianamente sottoposto a grave rischio stress lavoro correlato, ad elevato rischio di errore, ed a frequenti aggressioni verbali e talvolta fisiche; pertanto siamo a chiedere un vostro rapido ed incisivo intervento, reintegrando il personale cessato, per garantire il diritto alla salute dei Cittadini e la sicurezza degli Operatori Sanitari”.

La nota della CISL:

“Il Giovanni XXIII presenta gravi carenze di personale infermieristico. Negli ultimi 2 mesi sono andate via 4 unità infermieristiche e non sono mai state sostituite. Il personale turnista deve espletare fino a 10 notti al mese, e durante il turno notte c’è un infermiere dedicato al triage e uno a disposizione dell’unico medico. Mancano anche i medici, che anziché smontare alla fine del turno pomeridiano rimangono al lavoro fino alla mezzanotte. È facile immaginare quale sia il clima lavorativo e quali livelli di stress lavoro correlato si raggiungano. Considerato l’obbligo per i datori di lavoro di valutare con frequenza i livelli di stress e visto lo stato delle cose, ci chiediamo quali determinazioni risultino agli atti”.

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