PFM, prosegue con il tour sold out tutta Italia: oggia Bari “PFM canta De André Anniversary”

Quarantacinque anni dopo il tour “Fabrizio De André e PFM in concerto”, la prog band più famosa al mondo torna sui palchi di tutta Italia con “PFM canta De André Anniversary”, un tour per celebrare il fortunato sodalizio con il grande cantautore genovese e riproporre una serie di concerti dedicati a quell’evento. Per rinnovare l’abbraccio fra il rock e la poesia, alla scaletta originale saranno aggiunti anche brani tratti da “La buona Novella”, completamente rivisitati dalla band.

Oggi i PFM sono a Bari in concerto presso il Teatro Team (via Giustino Rocca Bari)

PFM canta De André – Anniversary” avrà sul palco una formazione spettacolare, con tre ospiti d’eccezione: Flavio Premoli (fondatore PFMcon l’inconfondibile magia delle sue tastiere, Michele Ascolese, chitarrista storico di Faber e Luca Zabbini, leader dei Barock Project.

Fabrizio disse: «La nostra tournée è stata il primo esempio di collaborazione tra due modi completamente diversi di concepire e eseguire le canzoni. Un’esperienza irripetibile perché PFM non era un’accolita di ottimi musicisti riuniti per l’occasione, ma un gruppo con una storia importante, che ha modificato il corso della musica italiana. Ecco, un giorno hanno preso tutto questo e l’hanno messo al mio servizio…».

Teatro Kismet, nel weekend tributo al maestro Antonio Tarantino: in scena “Barabba”. Intervista con Teresa Ludovico

Torna al Teatro Kismet di Bari, su quel palcoscenico che nella passata Stagione l’ha visto debuttare, lo spettacolo Barabba, tratto da un testo del compianto Antonio Tarantino. Il vero testamento spirituale del drammaturgo scomparso nel 2020, di cui Teresa Ludovico ha curato la regia, in scena sabato 2 marzo alle ore 21 e domenica 3 marzo alle ore 18 per la Stagione ‘Bagliori’.

Intervista con Teresa Ludovico, ascoltala QI

A interpretare Barabba – l’altro Cristo – è Michele Schiano Di Cola, che si muove in una torre di ferro, prigione da cui cercare una redenzione, pensata dallo scenografo Vincent LonguemareIl personaggio di Barabba, come si legge nell’introduzione al testo di Tarantino pubblicato nel 2021 da Cue Press, incarna un teatro di emozioni in cui oscillano, come maschere appese a un filo, il nostro bisogno di salvezza, la nostalgia rabbiosa di un fondamento, di un’origine.

Capurso, gara di ricette contro lo spreco alimentare: sensibilizzare la comunità sul recupero degli alimenti

A Capurso la sfida ai fornelli è contro lo spreco alimentare. Dopo le semifinali, lunedì 4 marzo le migliori associazioni del territorio, una per ogni paese dell’Ambito Sociale 5, si sfideranno in una gara di cucina con ricette anti spreco per sensibilizzare la comunità sul recupero degli alimenti. L’appuntamento è al Palapadovano a partire dalle ore 19.00.

L’iniziativa rientra nell’ambito di RiCibiamo 2.0, il progetto nato a Capurso nel 2015 e che ora coinvolge i comuni di Capurso, Adelfia, Valenzano, Triggiano e Cellamare con l’intento di creare una rete di solidarietà tra le diverse realtà del territorio per combattere lo spreco alimentare e la malnutrizione, attraverso la raccolta e la redistribuzione gratuita di cibo invenduto alle persone in stato di bisogno. Avviato sperimentalmente in coincidenza con l’Enciclica Laudato Sii di Papa Francesco, la Carta di Milano e l’Expo, che hanno tutti in comune i temi dell’ecologia, dell’educazione alimentare e della malnutrizione nel mondo, Ricibiamo è considerato assolutamente in linea con le successive leggi come la legge Gadda (n.166 del 9 agosto 2016) e la legge Mennea (Regione Puglia, n. 13/2017), entrambe emanate con l’intento di promuovere azioni concrete per la riduzione dello spreco alimentare. Il successo della prima progettualità ha convinto il Comune di Capurso a tornare sul tema, lo scorso anno, con la versione 2.0 dell’iniziativa, coinvolgendo anche i comuni di Triggiano, Adelfia, Cellamare e Valenzano.

“Condividere con le comunità del nostro ambito sociale un’esperienza volta a informare i cittadini sulla necessità globale di evitare lo spreco alimentare è un passo fondamentale per rafforzare e ampliare il percorso che stiamo intraprendendo da anni su questo tema – spiega il sindaco di Capurso Michele Laricchia -. Lo spreco alimentare è un problema di portata mondiale con gravi conseguenze ambientali, economiche e sociali, e sensibilizzare le persone su questo argomento è cruciale per promuovere comportamenti più sostenibili e responsabili. Iniziative come questa aumentano il senso di appartenenza e responsabilità verso il problema”.

“L’iniziativa del Torneo d’Ambito Sociale nasce per sensibilizzare i cittadini sul problema dello spreco alimentare e sulle buone pratiche da diffondere non solo per il recupero delle eccedenze ma anche per implementare azioni di prevenzione. I dati sullo spreco e la povertà alimentare rendono sempre più evidente la necessità di un cambiamento degli stili di vita per allinearsi agli obiettivi dell’Agenda 2030 e sviluppare una cultura economica e civile improntata sui principi della sostenibilità e della solidarietà” aggiunge Rosanna Di Gemma, consigliera delegata alla lotta allo spreco alimentare.

Obiettivi principali di RiCibiamo 2.0 sono inoltre la condivisione e promozione di campagne contro lo spreco alimentare per sensibilizzare l’opinione pubblica e sviluppare una cultura economica e civile improntata alla sostenibilità e alla solidarietà; il recupero di prodotti alimentari non venduti lungo l’intera catena agroalimentare e la successiva distribuzione gratuita a persone sotto il reddito minimo; la modifica delle regole che disciplinano gli appalti pubblici per i servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera con il fine di privilegiare le imprese che promuovono azioni concrete per la riduzione dello spreco alimentare; l’istituzione di un Osservatorio contro gli sprechi che monitori costantemente il percorso del cibo per contrastare gli sprechi, indicando le criticità e le soluzioni per ottimizzare il processo e interagendo a livello territoriale e nazionale per trovare soluzioni migliorative.

A precedere la sfida ai fornelli in programma lunedì 4 marzo al PalaPadovano a partire dalle ore 19.00 ci saranno i saluti istituzionali dei sindaci dell’Ambito Sociale 5 e l’intervento del direttore artistico della manifestazione il gastronomo e giornalista Sandro Romano. Interverranno anche l’onorevole Maria Chiara Gadda, prima firmataria della legge anti spreco, Antonio Scotti di Avanzi Popolo, e Margherita Manghisi, dirigente scolastico IF “D. Modugno”. La serata sarà animata dagli interventi del musicomico Antonello Vannucci-.

A valutare i cuochi in gara ci saranno invece alcuni dei più importanti rappresentanti del panorama food pugliese: Pino De Luca, gastronomo; Nazario Biscotti, cuoco de Le Antiche Sere di Lesina; Antonio Moschetta, medico, ricercatore, scrittore e ordinario di Medicina interna dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro; Mauro Niso, professore associato nel settore chimico-farmaceutico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, docente di Chimica degli alimenti, foodblogger e food Creator; e Ana Estrela, vero simbolo della gastronomia come mezzo di inclusione e sostenibilità.

Il pubblico è invitato a partecipare per fare il tifo dagli spalti per la sua “squadra del cuore” e … chissà che non possa assaggiare qualcuna delle prelibatezze in gara.

Ruvo di Puglia, “Sonoro Sud Festival” di Livio Minafra: dall’8 al 10 marzo

Quando un festival è capace di generarne altri diviene prezioso per un territorio. La fortunata città in questione è Ruvo di Puglia che, a breve, darà i natali ad una tre giorni, figlia del già noto Talos Festival. Il suo nome è Sonoro Sud, il merito di averlo ideato va a Livio Minafra. È lui il direttore artistico della prima edizione del neonato festival, il cui sottotitolo recita così: musiche, storie e periferie. Sono le tre parole chiave degli eventi che dall’8 al 10 marzo saranno in programma all’Auditorium Santa Famiglia di Ruvo di Puglia.

Sonoro Sud è il Sud, chiassoso, pettegolo, fatto di storie, intimo ed esagerato. Sonoro Sud è giallo-arancio come l’oro. In quanto figlio del Talos Festival, mantiene elementi delle proprie origini ma ne aggiunge di propri. Un festival fatto di musiche, al plurale, storie, di persone che portano il proprio immaginario compositivo.  Sonoro Sud è periferia come tutte le musiche non commerciali, non inquadrabili, vivide, plastiche ma non di plastica.

Tre giorni per cinque appuntamenti di cui tre concerti e due presentazioni di libri. Ad inaugurare il variegato programma del festival sarà, l’8 marzo alle 20, “Pulsar” con Giuseppe Berlen e Maurizio Lampugnani (percussioni). Le percussioni sono un mondo infinito di possibilità, dai tamburi agli oggetti, dalla marimba ai gong. I bazar di Berlen e Lampugnani saranno esaltati dall’improvvisazione che lega i due artisti dai background aperti: jazz, pop, world, classica. “Pulsar” è la pazzia percussiva, l’attimo, il ritmo ma anche il suono.

Si proseguirà il 9 marzo, alle 19, con la presentazione di “Enzo Lorusso Book”, l’E-Book per la Timoteo Edizioni che raccoglie i migliori assolo al sax di Enzo Lorusso tra il 1958 e il 1965. Un libro per jazzisti dedicato ad uno dei sax alti jazz più interessanti d’Italia nel dopoguerra. La serata sarà accompagnata da Nico Marziliano, al pianoforte, e Vincenzo Di Gioia, relatore della presentazione, al sax. A seguire, alle ore 20, Vito di Modugno (organo hammond) e Nico Marziliano (pianoforte) saranno protagonisti di “Electro-acoustic”. Pianoforte e organo, pur essendo a tastiera, non si incontrano quasi mai. Sia perché hanno ruoli simili di accompagnamento negli ensemble e sia perché i volumi tra Hammond e pianoforte sono imparagonabili. Marziliano e Di Modugno, si confronteranno tra improvvisazioni, standard ed inseguimenti tra due strumenti “doppione”.

L’ultima serata di “Sonoro Sud”, il 10 marzo, vede in programma, alle 19, la celebrazione dei 25 anni del progetto musicale D’Ali d’Oro che fu registrato nel 1998 nel Castel del Monte. Interverranno Michel Godard musicista, Pino Minafra musicista e Grazia Di Bari delegata cultura Regione Puglia. Modera Livio Minafra. Il progetto nacque nel 1998 e vide la luce su compact disc nelle notti del 15, 16 e 17 settembre, proprio nel Castel del Monte, che fu fittato per l’occasione. Una produzione Südwestrudnfunk (Achim Hebgen), Enja Records e Talos. Furono coinvolti musicisti come il contrabbassista Renaud Garcia-Fons, il percussionista Pierre Favre, le voci Linda Bsiri e Lucilla Galeazzi, il sassofonista Gianluigi Trovesi, il fisarmonicista Jean-Louis Matinier e gli stessi Michel Godard alla tuba e serpentone e Pino Minafra alla tromba e flicorno. Proprio Pino Minafra scrisse all’epoca: <<Erano anni che pensavo di dare un suono ad uno dei più misteriosi luoghi della mia terra: “Castel del Monte”. Un luogo dove “silenzio” e “mistero” da secoli ci parlano. Ho dovuto aspettare l’incontro con Achim Hebgen e Michel Godard>>.

A chiudere la tre giorni ideata e diretta da Minafra saranno il 10 marzo, alle 20, Maurizio Quintavalle (contrabbasso) e Livio Bartolo (chitarra) in “Bass Profile”. Il basso è alla base degli ensemble classici, jazzistici, rock, pop. Il basso è il basamento degli edifici, le radici. Pensare a Bass Profile significa tenere un basso profilo, che non sta a significare un atteggiamento di poca forza e determinazione ma, al contrario, di costruzione meno eclatante di qualcosa senza della quale non ci sono le chiome della musica, ovvero l’armonia e la melodia, senza parlare del ritmo. Ed è per questo che Quintavalle si è ‘munito’ del chitarrista Livio Bartolo, proprio per creare queste trame ed anche per avere un partner che in comune avesse proprio le corde. Contrabbasso e chitarra sono infatti strumenti a corda. Il repertorio sarà modern jazz tra sound modale e sperimentale.

Bari, “Picinni – nascita di un pittore”: sabato 2 marzo l’inaugurazione della mostra nel Colonnato del Palazzo della Città metropolitana

Sarà inaugurata sabato 2 marzo, alle ore 11.30, nel Colonnato del Palazzo della Città metropolitana, alla presenza dell’assessora Ines Pierucci, “Picinni – nascita di un pittore”, la mostra organizzata dai familiari dell’artista in collaborazione con l’assessorato comunale alle Culture e al Turismo.

In esposizione 25 opere di un giovanissimo Gennaro Picinni (1933-2022), realizzate nella prima metà degli anni ’50, che di fatto segnano gli inizi del percorso artistico del maestro. Flotte di marinai volanti immersi in un cielo azzurro, ricordi della presenza nel dopoguerra dei soldati americani a Bari, bandiere stars & stripes e simboli U.S.A., coevi della emergente pop-art. Un originale San Nicola in smalto rosso e oro arricchito da simboli algebrici, autoritratti, piazza San Marco a Venezia. Si tratta di opere che già all’epoca furono presentate in importanti manifestazioni artistiche quali la XXVII Esposizione Biennale Internazionale d’Arte, Venezia 1954, il IX Premio Lissone 1955, il VI Premio Nazionale “Golfo di La Spezia” 1954 e nelle mitiche Gallerie del “Cavallino” a Venezia e del “Naviglio” a Milano.

“Gennaro Picinni per tutta la sua vita ha dipinto con la stessa potente energia, come un fuoco sempre acceso che arde attraverso le sue opere – commenta l’assessora alle Culture Ines Pierucci -. La scelta tematica di focalizzare l’esposizione sul percorso artistico di Gennaro Picinni ventenne rafforza l’idea di una sensibilità capace di precorrere il futuro, che lo qualifica quale antesignano del mondo artistico di quegli anni.

L’intensità che accompagna tutte le sue opere esprime un messaggio chiaro di vitalità grazie ai colori che scandiscono il tempo della vita dell’artista, per il tramite del genio del suo pennello.

Ringrazio i familiari del maestro per il loro impegno a far conoscere il valore di un artista al quale la città è e sarà sempre grata. La mostra dedicata a Picinni nel Palazzo della Città metropolitana, infatti, nasce dalla volontà dei figli Luigi e Mauro e della moglie Rosa di rendere omaggio al suo talento attraverso questa iniziativa che restituisce alla città e agli artisti del domani una meravigliosa storia culturale e identitaria capace di attraversare il tempo senza perdere la sua forza espressiva”.

La mostra, a ingresso libero (dal martedì al sabato ore 9-19 / domenica ore 9-13 / lunedì chiuso), sarà allestita nel Colonnato del Palazzo della Città  fino al 1 aprile è sarà meta di visite guidate di scuole e associazioni culturali.

“Picinni – nascita di un pittore” – catalogo a cura di Mario Adda Editore.

Elezioni 2024, sostituzione dei presidenti di seggio elettorale: iscrizioni all’Albo comunale dei delegati dal sindaco

In vista delle consultazioni elettorali del prossimo giugno, si ricorda che è possibile iscriversi all’Albo comunale dei delegati dal sindaco alla sostituzione dei presidenti di seggio elettorale, istituito dal Comune di Bari a ottobre del 2020.

Si tratta di uno strumento destinato a garantire il corretto insediamento dei seggi elettorali sul territorio comunale poiché consente di facilitare l’individuazione di cittadini disponibili allo svolgimento dell’incarico di presidente in caso di rinuncia dei nominati dalla Corte di Appello di Bari.

Possono comunicare la propria disponibilità tutti i cittadini in possesso dei requisiti di elettorato attivo, residenza presso il Comune di Bari e possesso del diploma di scuola media superiore.

La richiesta di iscrizione dovrà avvenire online, attraverso il portale egov.comune.bari.it, previa autenticazione con SPID o Carta di Identità Elettronica.

In alternativa l’iscrizione può essere effettuata mediante trasmissione del modulo, disponibile a questo link, all’Ufficio Albo sostituti Presidenti di Seggio.

Il modulo, debitamente compilato e corredato di copia del documento di identità del richiedente, dovrà essere trasmesso tramite e-mail all’indirizzo di posta elettronica [email protected]. L’iscrizione avverrà automaticamente all’esito positivo delle verifiche relative al possesso dei requisiti previsti e avrà carattere permanente.

Il conferimento dell’incarico sarà comunque subordinato alla verifica della permanenza dei requisiti richiesti per l’iscrizione all’Albo, nonché alla verifica relativa alla non sussistenza delle cause di incompatibilità previste dagli artt.38 del D.P.R. n.36/1957 e 23 del D.P.R. n.570/1960.

Per ogni ulteriore informazione è possibile rivolgersi all’Ufficio Albo sostituti Presidenti di Seggio, tel. 080/5772266 – 5772233 – 5772269 – 5772287, mail [email protected]

Bari, pedone investito Corso Italia: trasportato d’urgenza al Policlinico

Ambulanza 118 generica

Questa mattina, un passante è stato tragicamente coinvolto in un incidente in Corso Italia, uno dei viali principali del centro cittadino di Bari. La notizia è stata prontamente diffusa dalla Polizia Locale tramite i propri canali social, attirando l’attenzione dell’intera comunità.

Secondo quanto riportato dalle autorità, gli agenti sono intervenuti sul luogo dell’incidente in risposta a una segnalazione giunta alle centrali operative. Il passante ferito è stato tempestivamente soccorso dal personale medico del 118, che ha prestato le prime cure sul posto. Data la gravità delle sue condizioni, è stato quindi trasportato d’urgenza al vicino Policlinico di Bari, dove è attualmente in corso la sua assistenza medica.

Questo incidente ha segnato una mattinata movimentata per gli agenti di polizia locale, che hanno dovuto affrontare altre due situazioni di emergenza stradale. Due sinistri si sono verificati in corso Alcide De Gasperi, all’incrocio con via Alberotanza, e in corso Trieste. Per fortuna, in entrambi i casi non si segnalano feriti, ma gli incidenti hanno causato notevoli disagi alla circolazione veicolare nella zona.

Le autorità competenti stanno attualmente indagando sulle circostanze esatte dell’incidente in Corso Italia, mentre si raccomanda a tutti i cittadini di rispettare le norme del codice della strada e di prestare la massima attenzione durante gli spostamenti, al fine di prevenire ulteriori incidenti e garantire la sicurezza di tutti.

Bari, il pagamento di un caffè ha scatenato l’incendio: la vendetta del figlio del boss a Japigia

Nel gennaio 2018, un bar situato in viale Japigia è diventato il teatro di una tragica vicenda, un incendio doloso orchestrato come atto di vendetta. L’evento, emerso dalle indagini dell’inchiesta “Codice Interno”, ha svelato un retroscena raccapricciante legato al mondo della criminalità organizzata.

Il cuore della vicenda risiede in un gesto apparentemente insignificante: il titolare del bar, durante l’inaugurazione del locale, ha osato chiedere un euro per un caffè consumato dal figlio di un noto boss locale, Giovanni Palermiti, figlio del capoclan Eugenio Palermiti. Un gesto che, agli occhi del clan, ha rappresentato una sfida intollerabile alla loro autorità.

La risposta al presunto affronto è stata violenta e spietata. Giovanni Palermiti, ritenuto il mandante dell’incendio, ha ordinato l’atto di rappresaglia, mentre Francesco Vessio è stato designato come esecutore materiale. L’obiettivo era chiaro: punire il titolare del bar per l’audacia di aver fatto pagare il caffè al figlio del boss.

Le testimonianze raccolte durante l’inchiesta, provenienti da diversi collaboratori di giustizia, hanno delineato i dettagli di questo tragico evento. Il bar è stato incendiato per rappresaglia, dimostrando la brutalità e la ferocia con cui il clan Palermiti-Parisi ha esercitato il proprio controllo sul territorio.

L’incidente non è stato solo un atto di violenza, ma anche un messaggio chiaro di potere e dominio. Come sottolineato dal gip Ferraro nell’ordinanza riguardante l’aggravante dell’associazione mafiosa contestata, l’incendio rappresenta una dimostrazione di forza del gruppo criminale, un avvertimento per chiunque osi sfidare la loro autorità.

Questa storia drammatica del caffè non pagato e della vendetta brutale che ne è seguita offre uno sguardo inquietante nel mondo oscuro della criminalità organizzata. È un promemoria della necessità di combattere con determinazione la presenza della mafia per garantire la sicurezza e la giustizia nella nostra società.

Bari, parcheggio selvaggio in viale Solarino: le nuove tariffe del Polipark hanno peggiorato la situazione

Le recenti modifiche alle tariffe del Polipark del Policlinico di Bari hanno scatenato una serie di proteste, specialmente tra gli studenti e il personale ospedaliero, provocando una serie di inconvenienti che hanno avuto un impatto immediato sulla viabilità locale.

La situazione è diventata particolarmente critica nella via adiacente al Policlinico, viale Solarino, che, sebbene ufficialmente chiusa al traffico e con parcheggi dedicati al centro dialisi Diaverum e agli uffici locali, è diventata teatro di caos e congestione. Ogni giorno, automobilisti in cerca di parcheggio abbandonano le loro vetture ovunque, ostacolando non solo la circolazione, ma anche l’accesso delle ambulanze ai pazienti in ambulatorio.

Le segnalazioni di tale situazione di disagio giungono quotidianamente, evidenziando il degrado e l’abbandono della strada da parte del Comune di Bari. Alberi danneggiati e rami cadenti contribuiscono ad aggravare la situazione, mentre la mancanza di interventi di regolamentazione da parte delle autorità locali lascia gli abitanti della zona a fronteggiare un problema sempre più crescente.

La redazione del giornale, situata proprio in via Solarino, ha avuto modo di osservare direttamente la situazione, documentando come sia comune vedere studenti e personale ospedaliero parcheggiare selvaggiamente lungo la strada, a volte occupando spazi proibiti o riservati ad altri utilizzi.

Nonostante le segnalazioni e gli interventi della Polizia Municipale, il problema persiste e anzi sembra peggiorare. Si auspica quindi che in futuro si possano adottare misure più efficaci per regolamentare il traffico e il parcheggio, magari imponendo divieti e riservando gli spazi disponibili a chi lavora nella zona, dai professionisti ospedalieri ai dipendenti delle aziende locali. È fondamentale un intervento tempestivo e una maggiore presenza delle forze dell’ordine per riportare la situazione alla normalità e garantire la sicurezza e la fluidità del traffico nella zona.

Bari, sospese due vigilesse coinvolte in indagine sulla mafia

Nel cuore di Bari, un’inchiesta svela un oscuro legame tra la criminalità organizzata e il tessuto istituzionale locale. Le ultime rivelazioni hanno portato alla sospensione dal servizio di due vigilesse comunali, coinvolte in un’indagine che ha scosso la città con l’esecuzione di 130 misure cautelari.

Secondo quanto emerso dalle investigazioni condotte dalla magistratura, le due vigilesse avrebbero cercato supporto da parte di un fedelissimo del clan mafioso Parisi, Fabio Fiore, in un presunto episodio di voto di scambio politico-mafioso avvenuto durante le elezioni del 2019. Il loro coinvolgimento si lega anche a un episodio stradale: sembra che, dopo aver fermato un automobilista per aver ignorato un semaforo rosso, le due vigilesse abbiano subito insulti. A questo punto avrebbero richiesto l’intervento di Fiore per punire il trasgressore.

Ma non è tutto. Le indagini hanno rivelato infiltrazioni della criminalità organizzata anche all’interno di Amtab, l’azienda municipale che gestisce il trasporto pubblico. Si parla di assunzioni imposte dal lato oscuro della città, con la presenza di interessi mafiosi che si insinuano nel tessuto istituzionale.

In seguito a queste gravi accuse, le due vigilesse sono state sospese dal servizio, mentre all’interno di Amtab sono in corso quattro procedure di sospensione, in attesa del completamento dei procedimenti disciplinari. La città di Bari si trova ora ad affrontare una crisi che va al di là delle singole persone coinvolte: si tratta di un segnale forte che richiede un’azione decisa da parte delle autorità per preservare l’integrità e la legalità delle istituzioni locali.

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