“Prima di venire a lavorare qui mi hanno detto che la direttrice aveva un carattere forte e che il pagamento degli stipendi non è sempre puntuale, ma io mi sono trovata bene”. Valeria è una giovane operatrice del centro diurno di Valenzano, adiacente alla comunità “Amici per amore”, finiti al centro dell’inchiesta per presunti maltrattamenti e truffa.

Lavora nella struttura dal 4 maggio scorso. L’operatrice ribadisce che a dettare la linea educativa non è la direttrice Chiara Castelletti, ma la psicologa. “Chiara stabilisce la parte organizzativa”. “Non ho mai sentito nessuno lamentarsi”, dice. Le fa eco Francesca, esperta educatrice della comunità.

“Non è un’orca la Castelletti – ribadisce – non avrei mai potuto firmare un contratto a tempo indeterminato in quella che qualcuno ha ribattezzato la comunità degli orrori”. Valeria e Francesca non hanno incrociato molti dei protagonisti della vicenda, su tutti l’educatrice che con la sua denuncia ha fatto scattare l’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dal pubblico ministero Marcello Quercia. Una mamma ha addirittura paragonato la comunità a un carcere.

Nell’intervista le due donne parlano anche delle presunte punizioni, del cibo scaduto e della gestione degli animali.

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