Francesco Ritoli, il 41enne di Cassano accusato di aver tentato di assassinare il 61enne Michele Colonna nella sua masseria ad Altamura, è stato scarcerato secondo quanto disposto dal Tribunale della Libertà. I giudici del Riesame, hanno accolto la tesi dell’avvocato difensore di Ritoli, Nicola Lerario, e hanno ritenuto che le testimonianze delle persone offese non fossero affatto attendibili.

Lo scorso luglio la Cassazione aveva annullato con rinvio al Tribunale della Libertà di Bari, l’ordinanza con la quale gli stessi giudici del Riesame avevano confermato il provvedimento di arresto nei confronti di Ritoli, raggiunto a marzo da un ordine di custodia cautelare in carcere.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe agito con la complicità del nipote di Michele Colonna, Massimiliano Colonna, di 34 anni, anche lui di Cassano. Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato proprio Francesco Ritoli ad aprire il fuoco, ferendo la vittima a una gamba. Un atto nato da dissapori familiari che nel tempo si sono inaspriti.

L’episodio risale al 9 dicembre 2017 e ha avuto luogo nelle campagne tra Altamura e Cassano, dove la vittima era ai domiciliari per espiare una pena definitiva per ricettazione. Stando alla ricostruzione degli investigatori, a bordo dl una Audi A5, Ritoli e Massimiliano Colonna, quel giorno raggiunsero la masseria e vi fecero irruzione aprendo il fuoco per ben tre volte con una pistola calibro 7,65.

Un proiettile raggiunse il padrone di casa alla gamba sinistra, provocandogli una frattura. L’arma sarebbe stata puntata anche contro la moglie e la figlia del 61enne, ma si inceppò. Nonostante il nipote fosse a viso coperto era stato riconosciuto dalla timbrica vocale e dalle fattezze. Secondo gli inquirenti Ritoli, che agì a volto scoperto, è stato ritenuto il fautore materiale del ferimento di Colonna. Secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini, i tre colpi furono esplosi a breve distanza da Ritoli dopo che Massimiliano Colonna lo avrebbe incitato ad aprire il fuoco.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere ipotizza i reati di tentato omicidio e porto abusivo d’arma da fuoco. Il ferito venne ricoverato in ospedale. Per la guarigione i sanitari fissarono una prognosi di trenta giorni.

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