“In viale Unità d’Italia corrono come se fossero in pista a Le Mans”. Il commento niente affatto ironico non lascia dubbi su quanto accade quotidianamente in una delle strade più trafficate di Bari. A dire il vero, non ce n’era bisogno, la cronaca racconta quasi ogni giorno di un incidente fra auto, scooter, biciclette, pedoni investiti e via dicendo.

“Predono velocità su ponte e corrono anche se c’è il telelaser”. Già, proprio lui, croce di ogni automobilista, capace di rilevare anche a 1 chilometro di distanza infrazioni come il mancato uso della cintura, l’utilizzo del cellulare alla guida e naturalmente l’eccesso di velocità.

“Vanno a 70 all’ora ci vuole il semaforo”. Sull’adozione della segnaletica luminosa ci sarebbe da discutere, così come c’è da tirare le orecchie a molti pedoni, che attraversano anche quando hanno il rosso, che sbucano all’improvviso, si buttano, passano da un lato all’altro in diagonale e non perpendicolarmente alla carreggiata, come impone il codice della strada.

“La città è per i cittadini” ci dice una signora, e su questo non si discute, ma lo sono sia chi va a piedi, sia chi va in auto o con qualunque altro mezzo di locomozione. Il rapporto tra gli uni e gli altri non è mai stato così conflittuale come nell’ultimo periodo, a giudicare dall’abbondanza di minchia parking, dalla multa al ragazzino sullo skateboard, al ciclista beccato in sella nel sottopasso pedonale e al cittadino multato perché in strada sul monopattino elettrico.

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