“L’unico augurio che farei ad un giovane barese è di andarsene lontano da voi”. A distanza di 24 ora dalla multa comminata a un ciclista beccato in flagranza mentre percorreva il sottopasso pedonale di corso Sonnino in sella alla sua bici, la polemica via social non si placa. Anzi. “Caro Antonio Decaro, caro comandante della Polizia Municipale, care vigilesse che oggi avete multato un anziano signore in bicicletta reo di aver attraversato il sottopasso di corso Sonnino, ma non vi vergognate nemmeno un poco? Fate male” si legge in un lungo post pubblicato oggi, uno dei tanti a dire il vero.

“Poco importa – si legge tra le altre cose – che stiate contestando una contravvenzione in una circostanza che non è chiarita da nessun cartello, e poco importa anche che debba pagare quando chi ha fatto quel gioiellino di sottopasso dovrebbe pagare molto di più per aver progettato un’opera a dir poco indecente, non importa e non importano nemmeno i 18 euro. Importa che state contribuendo a rendere questa città più brutta, più povera, più misera e senza futuro”.

Che il rapporto tra Bari e le biciclette sia a dir poco controverso lo dimostra, per esempio, il fatto che la pista ciclabile del recentissimo ponte Adriatico sia ancora chiusa, nonostante dall’inaugurazione della costosa opera siano ormai trascorsi anni. Lo dimostra la realizzazione di certe piste ciclabili, alcuni tratti completamente al buio, come si vede in un video pubblicato qualche giorno fa sulla pagina facebook dello stesso Decaro. Piste ciclabili spesso adoperate come area di sosta preferenziale per macchine e furgoni.

Lo dimostra anche l’uso che spesso viene fatto dagli automobilisti degli stalli per cicli e motocicli, adoperati come parcheggio. La foto qui sotto è stata pubblicata sempre oggi e sempre sulla bacheca dell’ingegnere trasportista.

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