Il primo gennaio Michele Lamberti ha aperto gli occhi. Il 34enne di Palo del Colle, papà di un bambino di quattro mesi, è vigile, riconosce i suoi familiari, gli unici a potergli stare accanto per il momento. La storia di Michele, raccontata lo stesso giorno in cui una donna di 40 anni si lanciava da un balcone del quartiere Poggiofranco di Bari, aveva commosso migliaia di persone.

Tanti erano sconosciuti, che attraverso i nostri appelli, avevano deciso di fiondarsi al Policlinico di Bari per donare sangue e piastrine. “Il vostro sangue, le vostre piastrine – spiega il fratello di Michele – sono stati determinanti”. Lamberti era stato colpito da un male fulminante. Michele non è più ricoverato in Rianimazione.

“La strada per il completo recupero è ancora molto lunga – continua il parente – ma anche i medici si sono meravigliati della voglia di vivere che ha dimostrato mio fratello, che adesso ha interrotto le trasfusioni, perché in grado di provvedere da sè a rigenerarsi. Grazie a chiunque, soprattutto ai tanti che, senza neppure conoscerci, ha deciso di contribuire a questo miracolo”.

“Sì, perché di un miracolo si tratta – aggiunge commosso -, sopratutto considerando le condizioni disperate iniziali. Ci avete dimostrato che la solidarietà gratuita e l’amore incondizionato esistono davvero. Grazie anche da parte di Michele, che finalmente ha potuto dirlo personalmente, seppure per il mio tramite”.

Chissà che adesso Michele non possa, da ‘fenomeno’, tornare a fare uno dei suoi memorabili gol sui campi di calcio. La rete più importante l’ha gonfiata.

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