Adozioni, omosessualità e sindrome di Down, tre temi che da soli sarebbero sufficienti a tenere vivo il dibattito da qui all’eternità nella società italiana contemporanea. Ad Alberobello, per iniziativa della Associazione Giancarlo Sumerano onlus, si parlerà di tutti e tre insieme nella stessa occasione. Mercoledì 22 gennaio, infatti, arriva Luca Trapanese, autore del libro “Nata per te”, scritto insieme a Luca Mercadante, e sarà dalle 18 nella sala dell’Istituto Tecnico Agrario.

Al suo fianco ci sarà Nicola Perta, giudice onorario del Tribunale dei Minori di Bari. A partire dal libro e dalla storia di Luca Trapanese, parleranno di affido eterofamiliare, tutela della continuità affettiva dei bambini in affidamento familiare (Legge 19 ottobre 2015, n. 173), del diritto del minore ad una famiglia (Legge 4 maggio 1983, n. 184 e successive modifiche, Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989).

LA TRAMA- Alba è nata, ma nessuno la voleva. Perché Alba, con i suoi grandi occhi e i capelli color del sole, è nata con quello che molti, oggi, considerano un difetto gravissimo: la sindrome di Down. Non l’ignoranza, non la cattiveria, non il pregiudizio: per avere un cromosoma in più la bimba è stata abbandonata, appena venuta al mondo, dalla mamma naturale all’ospedale di Napoli. Non è compito nostro giudicare le scelte degli altri, quello che ci spetta è solo raccontare. E, in questo caso, raccontiamo di una storia d’amore, fantastica e bellissima. Perché Alba, dopo essere stata rifiutata da ben trenta famiglie, che aspettavano un bambino da adottare, ma evidentemente giudicavano lei “troppo problematica” da affrontare, il suo papà lo trova.

Ed è un papà meraviglioso, che se ne frega del cromosoma in più e di quello che la gente potrà pensare perché tanto, anche lui, ai pregiudizi ci è abituato: si chiama Luca Trapanese, è gay, cattolico praticante, single. E accoglie Alba come se fosse il frutto del suo amore, il prolungamento di se stesso. Il 29 luglio del 2017 il primo incontro, Luca prende per la prima volta in braccia sua figlia. Alba è avvolta nel lenzuolo dell’ospedale. Trapanese ha cuffia, mascherina e un camice monouso semitrasparente; sotto è vestito in maniera informale: camicia e pantaloncini al ginocchio.

Non è stato un gesto caritatevole, quello di Luca, e lui ci tiene a chiarirlo: voleva una famiglia, e ha lottato per averla. La prassi per l’affido di Alba, ha spiegato in varie interviste, era partita quando ancora lui faceva coppia con Eduardo, il compagno, e dopo la separazione l’uomo ha voluto andare avanti, fino a realizzare il suo sogno, quello di stringere la piccola Alba fra le braccia, e di poterla considerare sua figlia.

L’Associazione Giancarlo Sumerano Onlus” nasce per volontà di amici e parenti nel desiderio di mantenere viva la memoria dell’architetto Giancarlo Sumerano, tragicamente mancato agli affetti dei cari il 25 marzo 2005 a soli 31 anni. A lui intitolata, è mossa dal desiderio di continuarne l’attività umana e professionale. L’evento è in corso di accreditamento presso l’Ordine degli Avvocati di Bari con partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti.

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