Una infermiera del reparto di Ginecologia del Policlinico di Bari è finita in isolamento, l’operatrice sanitaria, infatti, ha eseguito il tampone per rilevare la possibile infettività ad una partoriente senza indossare la mascherina, l’esame ha poi dato esito positivo. L’infermiera si trova ora in quarantena e dovrà attendere una settimana prima di ripetere il test ed eventualmente tornare al lavoro.

Si tratta questo del secondo caso emerso nell’azienda ospedaliera universitaria, dopo quello individuato al momento del pre triage. Tutto è successo venerdì pomeriggio, quando la donna incinta, che non manifestava sintomi, ha atteso il momento del parto nell’area grigia, dove le è stato eseguito l’esame del tampone, senza le dovute cautele.

Sabato notte si è verificato il terzo episodio, in questo caso la partoriente, una donna extracomunitaria, è stata trattata come positiva sin dal primo momento, anche perché manifesta sintomi lievi.

Il problema, stando a quanto sta emergendo nelle ultime ore, è proprio il rispetto dei protocolli. In caso di dubbi, o di esito del tampone non ancora disponibile, il paziente va gestito come covid positivo. Proprio il venir meno a questo principio potrebbe aver portato all’episodio che ha costretto l’ospedale Di Venere a chiudere il reparto.

Una donna il cui esito del tampone non era ancora noto, è stata ricoverata dopo il parto d’urgenza, in una stanza con un’altra neo mamma, salvo poi scoprire che si trattava di una paziente col coronavirus, secondo quanto ci ha raccontato il papà della neo mamma che si è vista prima arrivare e poi portare via la compagna di stanza. La Asl, per precauzione, ha provveduto a far dimettere tutte le pazienti del reparto.

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