“Hanno fatto una grandissima stronzata. L’hanno messa in stanza con mia figlia prima dell’esito del tampone. Ora, dopo aver partorito un giorno fa, lei si trova da sola in isolamento con la sua bambina. Noi non possiamo andare a trovarle, non posso vedere mia nipote appena nata. È un’ingiustizia e qualcuno dovrà darci delle risposte”.

Inizia cosi lo sfogo di Nicola, papà e neo nonno da poco più di 24 ore. Nella stessa stanza del reparto di Ginecologia dell’ospedale di Venere in cui si trova ancora la figlia 31enne, è stata ricoverata mercoledì la donna risultata poi positiva al tampone. La paziente è stata sottoposta ad un cesareo d’urgenza e non ci sarebbe stato il tempo materiale di aspettare l’esito.

“Mia figlia lunedì è stata sottoposta al test ed è risultata negativa quindi, secondo protocollo, si è potuto procedere al ricovero in Ginecologia – spiega il 64enne -. Nella notte tra martedì e mercoledì è stata sottoposta al parto cesareo e ha dato alla luce mia nipote. Nella stessa giornata è stata poi ricoverata la donna contagiata. L’hanno portata via a mezzanotte, trasferendola al Miulli. Mia figlia ha capito subito che c’era qualcosa che non andava perché hanno iniziato a fare tamponi a tutti e il personale sanitario è arrivato in stanza tutto bardato”.

“La positività della compagna di stanza le è stata comunicata questa mattina mentre nessuno a noi ci ha detto nulla – continua -. Ho provato a mettermi in contatto con qualcuno, si tratta di una grave mancanza da parte dei responsabili della struttura che hanno fatto alloggiare una donna positiva con mia figlia e mia nipote appena nata. Non voglio fermarmi qui, ho intenzione di rivolgermi alla Magistratura. Il papà della bambina si è recato alla Polizia ma la sua denuncia è stata respinta in quanto per legge non si è verificato un reato”.

“Chiamerò il medico curante per avviare la pratica e segnalare quanto accaduto – conclude -. Noi crediamo e pensiamo che il protocollo previsto per questi casi non sia stato assolutamente rispettato. Non me la prendo con la signora ricoverata ma anche se si tratta di un’urgenza particolare va prima aspettato l’esito del tampone. Anche perché se davanti hai un caso sospetto e tra le mani non hai il risultato del test, è inconcepibile metterla in stanza con un’altra persona e una neonata”.

Sulla vicenda, la Asl Bari da noi contattata ha diramato una nota:”Sono tutti negativi gli esiti dei tamponi eseguiti sul personale e sulle degenti dell’Ostetricia e Ginecologia del “Di Venere”, a seguito di un caso di positività al Sars-Cov2 emerso successivamente ad un intervento d’urgenza su una paziente priva, all’atto dell’accettazione, di sintomi riferibili al Covid-19″.

“Nel frattempo, la direzione generale Asl ha avviato una verifica interna per appurare se tutti i protocolli di sicurezza, prima, durante e dopo il caso di positività, siano stati rispettati. Precauzionalmente – conclude la nota della Asl – si sta procedendo alla dimissione di tutte le pazienti ancora presenti nell’unità operativa per poter procedere alle ulteriori approfondite operazioni di sanificazione, così da riavviare nella massima sicurezza le ordinarie attività”.

 

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