Un signore, uomo d’altri tempi, di quando “fare” la televisione era ancora un mestiere rispettabile, da presentatori che entravano in casa del pubblico con giacca e cravatta. Ninni Di Lauro non c’è più, se n’è andato oggi, dopo una carriera lunghissima, sia sulle reti nazionali che locali, oltre che sui palchi di tutta Italia.

Dotato di ironia ed eleganza naturali, capace di battute sferzanti o delicate, un repertorio da fare invidia a qualsiasi enciclopedia elettronica moderna. Giornalista, scrittore, autore, ha lavorato con tutti, moltissimi hanno diviso la scena con lui, anche se poi qualcuno ha fatto finta di dimenticarsene. Cose che capitano nel mondo dello spettacolo.

Amabile conversatore, abile intrattenitore, era nato il giorno di Ferragosto di chissà quando, un anno indefinito, indefinibile, e che teneva gelosamente nascosto. Chissà poi perché, un vezzo da artista, perdonabile. Quando ancora muovevo i primi passi nel mondo del giornalismo, ricevetti da lui uno dei più bei complimenti che mi abbiano mai fatto, un ricordo che conservo gelosamente.

Qualunque discussione avessimo, chissà come, chissà perché, alla fine aveva sempre ragione lui. Ci eravamo persi di vista già da un po’, ma l’affetto nei suoi confronti non è mai venuto meno. Tutti gli abbiamo voluto bene. Non volergliene, era praticamente impossibile. Ci mancherai Ninni.

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