“Siamo disperati, ci serve assistenza”. La mamma di Tommaso, ragazzo di 22 anni affetto fin dalla nascita dalla sindrome di Lowe, non ha più molta voglia di parlare. L’esasperazione è tutto ciò che le resta.

Picchiata dal figlio, portato nel pomeriggio al pronto soccorso del Policlinico – ormai una seconda casa – per via dell’ennesimo scompenso psicofisico. Tommaso era per strada col papà, quando ha iniziato a farsi del male, a perdere il controllo. A quel punto impossibile non ricorrere alle cure mediche.

La situazione è esplosiva, ma sembra che le istituzioni non abbiano esatta contezza della situazione. Tommaso ha praticamente distrutto la casa in cui vive insieme alla mamma. Vi avevamo fatto vedere in quali condizioni l’ha ridotta. Il papà è andato a protestare insieme al figlio davanti alla Prefettura e al Palazzo comunale di Bari, riuscendo a ottenere un incontro con l’assessore al Welfare.

“Abbiamo iniziato nuovamente la via crucis – spiega la donna -. Ci fanno fare il giro di alcune strutture, anche se ci siamo già stati in passato, pur sapendo che l’esito sarà negativo. Nessuno sa o vuole prendersi cura di Tommaso. Troppo imprevedibile e bisognoso di assistenza interdisciplinare”.

Certe notti la donna è costretta a dormire in auto per evitare le reazioni violente e incontrollabili del figlio. “Non ce l’ho con lui – spiega – come potrei, è mio figlio. Ho perso tutte le energie, ma non mi rassegno all’idea che non ci sia una soluzione”.

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