La storia di Francesca, affetta da una grave forma di tumore al cervello, ha commosso l’Italia intera. Alla vigilia dello sfratto esecutivo dalla casa in via Scipione l’africano, abbiamo chiesto l’intervento delle istituzioni e la solidarietà di chiunque potesse dare alla famiglia Glorioso una speranza in più. La Fondazione Maria Rossi Onlus è stata la prima a farsi avanti, con una donazione di mille euro, che Francesca ha incassato e sta impiegando per pagare qualche bolletta arretrata, comprare la bombola del gas e altri beni di prima necessità.

La storia della famigia, che rischia di essere divisa a causa delle difficili condizioni economiche, potrebbe dunque avere un finale diverso da quello che qualcuno aveva già scritto, anche grazie al lavoro di approfondimento degli assistenti sociali baresi, raccolto in ben quattro note. Sulla scia della donazione della Fondazione Maria Rossi, si è fatto avanti un altro benefattore, che ha chiesto di rimanere anonimo. Abbiamo consegnato a Nicola Glorioso, il marito di Francesca, i 500 euro e il santino del Sacro Cuore di Gesù contenuti nella busta.

Un po’ di soldi e una preghiera per contribuire a restituire dignità a una famiglia convinta di non avere alternativa alla disperazione e, purtroppo, ai gesti eclatanti. Siamo solo all’inizio, ma il cuore grande dei baresi apre spiragli finora inimmaginabili. Per Nicola c’è un’altra buona notizia: da lunedì prossimo comincerà un tirocinio di sei mesi all’ospedale di Andria. Prima della lunga disoccupazione, infatti, lavorava alle Case di Cura Riunite di Bari come ausiliario. Cinquecento euro al mese e il rimborso delle spese di viaggio. Una boccata d’ossigeno, un modo diverso per guardare la vita.

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