Francesca non è di molte parole. La sua gratitudine è evidente e disarmante nell’abbraccio che mi concede ogni volta che finisco di intervistarla. Siamo tornati da lei per consegnarle una busta con 500 euro, dopo quelli donati da un altro benefattore anonimo e i mille arrivati dalla Fondazione Maria Rossi Onlus. Nessuno avrebbe mai immaginato che il caso di Francesca e della sua famiglia riuscisse a commuovere così tanta gente.

In redazione continuano ad arrivare messaggi, piccole e grandi donazioni. Senza contare chi va a trovarla a casa per darle ciò che può. Poche decine di euro dal valore inestimabile, per chi fino al giorno prima era disperato. “Ringrazio tutti di vero cuore, sto mettendo i soldi in un libretto postale in modo da usarli per il pagamento dell’affitto, delle bollette, del condominio, per fare la spesa”. Sì, perché questo fanno i Glorioso con i soldi che stanno ricevendo.

A poche settimane dal nostro primo incontro Francesca mi ha regalato il primo sorriso e una promessa: provare a ridare dignità e speranza a sua figlia, particolarmente scossa dalla situazione familiare. Aiutarla per convincerla a tornare a scuola, puntando sul suo futuro. Le soprese per i Glorioso potrebbero non essere finite, ma ci sarà tempo per raccontarvi il seguito di questa incredibile storia d’amore e generosità, in cui speriamo arrivi presto anche l’intervento delle istituzioni. Purroppo registriamo una nota stonata. Nicola, il capofamiglia, non potrà fare il tirocinio formativo retribuito all’ospedale di Andria come annunciato in un primo momento.

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