Nella lotta della conservazione del lavoro, ma soprattutto di certi privilegi, la credibilità dei sindacati metalmeccanici è ai minimi storici. La cosa che più meraviglia gli operai sono certi comportamenti spregiudicati di alcuni rsu e segretari provinciali. Certo, è sempre sbagliato fare di tutta l’erba un fascio, e per questo vi raccontiamo una storia che collima con ciò che resta della “morale del lavoro”, ma in questo caso anche con il codice etico che la Cisl si è data in maniera autonoma.

Il protagonista della duplice vicenda è Donato Pascazio, segretario provinciale della Fim Cisl barese. Dopo la chiacchierata assunzione in Magneti Marelli del parente indiretto di Pascazio, che aveva fatto gridare la Cisl al “becero attacco”, le polemiche si spostano di stabilimento. Più precisamente alla Oerlikon Graziano, la vecchia Graziano Trasmissioni.

Il primo tempo del film dell’orrore sindacale, così è stato ribattezzato da qualcuno, riguarda il fratello di Pascazio. Secondo le informazioni in nostro possesso, speranzosi di una smentita documentata, il segretario provinciale avrebbe trattato in maniera personale l’esodo del parente dal reparto PS in cui sarebbe rimasto fino al 31 maggio scorso. Non solo avrebbe permesso l’ottenimento di una liquidazione più corposa rispetto a quella percepita dalle altre decine di operai che hanno accettato la buonuscita, ma la trattativa sarebbe stata condotta direttamente dal sindacalista con il capo del personale a Torino, sede centrale dell’azienda. A differenza del livello barese di tutte le altre trattative. Così fosse, non ci sarebbe nessun illecito, per carità di Dio. Ma la domanda è d’obbligo. È giusto questo comportamento?

Dopo i pop corn siamo alla seconda parte della pellicola. Scavalcando il cosiddetto Bacino, un “contenitore” in cui transitano le assunzioni a tempo determinato e indeterminato a seconda di alcuni criteri come l’anzianità di lavoro effettiva, la maggiore anzianità anagrafica e i carichi familiari, in Oerlikon Graziano è entrato un nipote di Pascazio, in questo caso acquisito, ma pur sempre di parente-conoscente si tratta. Il lavoratore è stato inserito nel reparto ITC mentre contemporaneamente ad altri operai del Bacino, tutti padri di famiglia, è stato detto di perdere le speranze di un’occupazione.

Sui titoli di coda, però, tanti operai hanno iniziato a fare alcune riflessioni. Tutto ciò è avvenuto durante la delicata fase di contrattazione aziendale. Quanto queste situazioni hanno potuto conservare l’indipendenza di Pascazio e della Fim Cisl che rappresenta? Gli iscritti sono a conoscenza di questi particolari? Hanno avuto tutti lo stesso trattamento? Alcuni dubbi sono arrivati a cavallo tra il 26 settembre e il 31 ottobre scorsi. A fine settembre a Bari si è scioperato per la tutela dei lavoratori interinali. La Fim Cisl non ha aderito, mentre il 31 ottobre, quando a Torino si è manifestato per le stesse ragioni, lo stesso sindacato era presente in prima linea. Credibilità e autorevolezza si conquistano a volte con estremo sacrificio, non facendosi tentare dalle scorciatoie.

Crediamo che questo film possa essere un buono spunto per iniziare una seria riflessione sulla coerenza e l’impegno sindacale. Non vorremmo, infatti, che Uilm e Fiom, qualora fossero stati a conoscenza di queste vicende, avessero taciuto per la serie: “Può capitare a tutti, quindi ognuno si lavi i propri panni sporchi”. Abdicare alla denuncia sarebbe la sconfitta più evidente di decenni di lotte sindacali.

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