“La situazione ora è sotto controllo, è intervenuta ieri l’Asl. Siamo risultati positivi al test rapido e questa mattina ci siamo sottoposti al tampone molecolare, tra un po’ conosceremo l’esito. Grazie a voi, dopo aver temuto il peggio, ora siamo più tranquilli e godiamo della giusta assistenza che va riconosciuta a tutti i cittadini”.

Al telefono la 65enne, affetta da tumore al seno, rimasta bloccata in casa per più di 12 giorni con febbre e tosse alta, assieme a suo fratello e suo marito, non smette di ringraziarci.

La sua storia ha creato parecchio scalpore e indignazione. Solo dopo i nostri due articoli di denuncia, la famiglia del San Paolo è stata contattata dall’Asl che ha preso in carico la situazione, intervenendo subito.

“Siamo stati allettati, è intervenuta anche l’assistente sociale che ci ha fornito le medicine e i beni di prima necessità perché non possiamo alzarci dal letto – racconta -. Io sto meglio anche se il virus mi ha preso lo stomaco e vomito di continuo. Mio fratello ha solo un po’ di tosse forte, mio marito ora sta meglio dopo aver avuto la febbre altissima”.

“Dovrebbero vergognarsi tutti, il mio pensiero va a chi come si è ritrovato in questa situazione – conclude -. Per giorni nessuno si è fatto vivo nonostante centinaia di telefonate e richieste di intervento. La gente merita di essere curata. Nessuno deve essere abbandonato al proprio destino ancora di più in questo periodo difficile”.

Il lieto fine di questa brutta storia è ancora lontano, l’augurio ai tre è che tra un paio di giorni tutto possa essere soltanto un brutto ricordo. La vicenda però pone i riflettori sulle lacune di un sistema sanitario in affanno, il tutto mentre la Regione Puglia è stata confermata zona arancione.

 

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