Il datore di lavoro deve mettere in atto ogni azione idonea a tutelare l’integrità psicofisica del lavoratore. Firmato, lo Stato italiano, o se preferite, è quanto stabilisce l’art.2087 del codice civile, ben noto a chiunque abbia frequentato una facoltà di Legge. Perché chiamiamo in causa gli studi in materia legale? Combinazione vuole che il presidente dell’Amtab sia l’avvocato Pier Luigi Vulcano.

Come dunque lui ben sa, l’azienda municipalizzata per il trasporto pubblico locale è responsabile del così detto danno differenziale, quello cioè non coperto dall’Inail quando si verifica un infortunio sul lavoro. Parliamo del danno morale, biologico, alla vita di relazione e via dicendo, il cui risarcimento spetta al datore di lavoro.

Fatta questa dovuta premessa, l’aggressione patita da un autista di autobus a colpi di bottiglia in faccia, seguiti da calci e pugni quando ormai era a terra, sferrati da un pregiudicato ubriaco, ricade dell’alveo degli infortuni sul lavoro. E qui casca l’asino. Già, perché un gruppo formato da una settantina di dipendenti dell’Amtab, più un’altra ventina singolarmente, si è rivolto all’avvocato Maria Antonietta Papadia.

Le immagini dell’aggressione hanno destato scalpore e indignazione, quello che non sa, è che al malcapitato è stata ridotta la frattura al setto nasale, cosa niente affatto piacevole per il dolore che la cosa ha comportato. E stiamo parlando di un episodio in cui la fortuna ha evitato che ci scappasse il morto.

L’avvocato Papadia ha intanto ha scritto ai vertici dell’azienda per richiamarli alla propria responsabilità in merito alla sicurezza dei dipendenti, ma ha già fatto sapere che il passo successivo è rivolgersi al Prefetto. Ecco cosa l’avvocato Papadia ha scritto al direttore generale dell’Amtab, Francesco Lucibello, e al presidente, l’avvocato Pier Luigi Vulcano.

Il grave episodio accaduto nella giornata di ieri e che ha visto consumarsi
l’ennesima aggressione ai danni di un conducente di codesta Azienda deve far riflettere
i destinatari della presente missiva su quanto vi sia da fare onde tutelare i lavoratori
tutti.

Risulta improcrastinabile, poiché immediatamente necessario, che i vertici
aziendali unitamente alle istituzioni tutte interessate, alle rappresentanze sindacali
nonché ai responsabili per la sicurezza, individuino e attuino con ogni possibile urgenza idonee ed efficaci soluzioni che garantiscano l’incolumità degli operatori
durante l’espletamento del servizio.

Sembra superfluo dover ricordare che onde impedire l’accadere di tali episodi
sarebbe sufficiente isolare e proteggere i posti guida con idonee strutture; quale ulteriore
deterrente sarebbe necessario un sistema di videosorveglianza che consenta di filmare
eventuali episodi avvenuti a bordo e all’esterno dei mezzi che possa essere attivato dal
conducente attraverso un apposito pulsante di emergenza. Soluzioni queste già attuate da tempo da numerose altre Aziende italiane impegnate nel TPL: basterebbe semplicemente copiarle.

La richiesta odiernamente formulata con la presente è – ahi noi – sovrapponibile
alle numerose richieste già formulate dai lavoratori in tal senso, tutte rimaste inevase e
prive di concreti riscontri fattuali ciò in spregio alle disposizioni e norme tutte in
materia di sicurezza sul lavoro.

Auspichiamo un intervento concreto e mirato che eviti il verificarsi di ulteriori
episodi come quello accaduto; episodio, questo come tanti altri, riconducibile – in
termini di responsabilità- alla sorda, superficiale ed errata condotta di codesta Azienda.

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