La brutale aggressione subita da un autista dell’Amtab per colpa di pregiudicato ubriaco, prima a colpi di bottiglia in faccia, poi a calci e pugni una volta che l’uomo era steso a terra, ha riportato purtroppo al centro dell’attenzione il tema della sicurezza sui mezzi pubblici, argomento mai veramente depennato dalla stretta attualità.

Il presidente dell’Amtab, Pierluigi Vulcano, in merito a quanto accaduto nei pressi del molo San Nicola, ha riferito che l’azienda valuterà l’eventuale costituzione di parte civile nei confronti dell’aggressore dell’autista del bus. “Una questione dolosa che indispettisce perché si tratta di lavoratori che fanno il loro dovere rispettando le regole e poi si ritrovano aggrediti da balordi. Sono fatti episodici ma molto gravi, che non vanno minimizzati”.

Nonostante le dichiarazioni di Vulcano, i sindacati sono tornati alla carica, dopo quanto già scritto appena due settimane fa, quando, in una nota del 4 agosto hanno definito il mezzo pubblico terra di nessuno: “Solo il caso ha voluto che una pattuglia delle forze dell’ordine che era dietro il bus ha permesso l’arresto dell’esagitato e il soccorso medico al malcapitato di turno”.

“Ovviamente le telecamere di sorveglianza sul bus non erano funzionanti – scrivono alla luce del nuovo gravissimo episodio – non conosciamo realmente quante telecamere sui bus sono funzionanti. In un paese civile la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori dovrebbe essere una priorità dello Stato che si avvale delle Forze dell’Ordine e del Sindaco, che è chiamato a collaborare negli ambiti di competenza dell’ente locale per il migliore espletamento della funzione della sicurezza pubblica. Ogni giorno sui giornali, nei notiziari delle televisioni locali e nazionali trovano spazio fatti di violenza subiti dai lavoratori del TPL che lavorano front – line ma, nonostante ciò, i fatti si ripetono, sono in costante aumento e le Aziende, tra cui l’Amtab di Bari, non si preoccupano di prevenire tali atti inconsulti”.

“Ogni giorno lavorativo che si conclude in maniera indenne è un sospiro di sollievo – continuano i sindacati -. I lavoratori dell’Amtab lamentano da tempo una situazione di pericolo con cui sono costretti a convivere durante l’esercizio della loro professione. Autisti, ausiliari della sosta e verificatori dei titoli di viaggio hanno un ruolo carico di responsabilità e buonsenso che necessita di grande attenzione e concentrazione, ma che invece viene espletata nel terrore delle aggressioni, delle offese, delle minacce, nella totale insicurezza”.

“L’azienda – rimarcano i sindacati – invece di porre in essere strumenti o iniziative atte a scongiurare o a contrastare questi atti di violenza, si limita a catalogarle o ad attribuirgli percentuali. Le donne e gli uomini che lavorano nell’Amtab sono esseri umani non numeri, ed hanno gli stessi diritti ad essere difesi esattamente come coloro che ricoprendo alti incarichi nell’esercizio della propria funzione, ogni giorno rischiano o sono minacciati e ai quali va la nostra vicinanza”.

Rispetto a quanto dichiarato da Vulcano, i sindacati denunciano la presenza di telecamere non funzionanti su tutti i mezzi. “Abbiamo ripetutamente segnalato luoghi, ore e linee a rischio e ciò nonostante le violenze si ripetono puntualmente negli stessi luoghi, nelle stesse ore e sulle stesse linee”.

“Il rigore e la tolleranza zero posti, in collaborazione con la Polizia Urbana nei confronti di chi viaggia senza biglietto, ha sortito certamente un risultato positivo in termini di riduzione dell’evasione tariffaria. È un’iniziativa – sottolineano – che va sostenuta e consolidata non solo in termini di riduzione dell’evasione tariffaria, ma anche per quanto riguarda le aggressioni al personale”.

“Per questi motivi, per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica, abbiamo proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori e chiediamo a tutte le istituzioni di prendere provvedimenti che possano contrastare le aggressioni. Ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare per individuare congiuntamente le soluzioni immediate possibili e praticabili. In assenza di riscontro, lo stato di agitazione di tutto il personale sarà finalizzato allo sciopero generale”.

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