In tempi di Italia zona protetta per colpa del coronavirus, con gente costretta a lavorare per decreto, c’è chi dovrebbe rimanere chiuso tra le mura domestiche per evitare di contrarre il coronavirus. Una cosa semplice e banale, per cui sono stati lanciati decine di appelli a non uscire e lanciato l’hashtag #iorestoincasa.

Eppure, siccome i baresi evidentemente sono immuni, molti hanno pensato che il Decreto del Presidente del Consiglio con cui sono state chiuse migliaia di attività sia una buona occasione di vacanza.

Se sul lungomare IX maggio si sono viste decine di persone a passeggio come se fosse domenica, qualcuno si è calato in acqua prima di stendersi al sole per la prima tintarella di stagione, ma l’apice lo hanno raggiunto le sue signore che nel Nord Barese hanno fatto il bagno con la mascherina: “I pesci non hanno il coronavirus” dicono, guardando l’obiettivo dello smartphone ridendo.

Altri, meno audaci, ma non meno irrispettosi delle orme anti contagio, si sono riversati nei parchi della città. Antonio Decaro stamattina ha deciso di chiuderli, al pari di quanto successo in altre città. Non tutti hanno capito che si tratta di una cosa seria, come i 4 beccati ad Adelfia.

LA NOTA DEL COMUNE
Questa mattina, dopo una serie di sopralluoghi effettuati dal sindaco Antonio Decaro in compagnia degli agenti di Polizia Locale e degli operatori della Multiservizi, l’amministrazione comunale ha deciso di chiudere tutti i parchi e i giardini recintati.

La decisione si è resa indispensabile viste le tante persone che, da giorni, continuano a frequentare questi spazi, svolgendo attività che in questo momento non sono consentite. Ancora oggi, all’interno del Parco 2 Giugno, erano presenti decine di persone intente a compiere le attività più disparate in gruppo.

“Purtroppo, come ho detto più volte, dove non arriva il senso di responsabilità dei singoli, siamo costretti ad intervenire noi – spiega il sindaco Decaro -. C’è ancora tanta gente che non ha compreso la gravità della situazione, e vedere comitive di ragazzi con coperte e palloni trascorrere la loro mattinata al sole, davvero mi ha fatto comprendere che purtroppo occorre imporre delle limitazioni, anche drastiche in questo momento, ma che possono rivelarsi necessarie per contribuire ad evitare la diffusione del contagio del virus. Nonostante le prime segnalazioni, abbiamo atteso sperando che ognuno di noi riuscisse ad autolimitarsi. Purtroppo così non è stato e abbiamo deciso per la chiusura. Prima o poi tutto questo passerà e lì a Parco 2 giugno torneremo a trascorrere le nostre giornate tutti insieme”.

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