Il 41enne Michele Tangorra è stato condannato a trent’anni di reclusione per aver ucciso il compagno della sorella a marzo dell’anno scorso. L’uomo sarebbe stato contrario alla relazione perché la vittima, il 30enne Robert Gabriel Asan, era un cittadino romeno. Tangorra è stato condannato con il rito abbreviato dalla gup barese Valeria La Battaglia per i reati di omicidio volontario premeditato, tentato omicidio e detenzione di armi e munizioni. Per la stessa ragione è ancora imputato dinanzi alla Corte d’assise di Bari il 48enne Nicola Ruggieri, cognato di Tangorra.

Riconosciuto anche il risarcimento danni, da quantificare in sede civile, nei confronti della compagna della vittima, sorella dell’imputato. Asan aveva precedenti per estorsione, percosse, rissa, minacce, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Quando fu ucciso l’uomo era da poco uscito dal carcere.

I carabinieri arrestarono i due presunti omicidi subito dopo il delitto. Da mesi i familiari della donna, che viveva insieme alla vittima in una palazzina alla periferia di Carbonara, pressavano affinché si lasciassero. Tangorra aveva già tentato di ammazzare il futuro cognato, spatandogli. In quell’occasione, però, si trattò di tentato omicidio perché non riuscì a colpirlo.

A trovare il corpo senza vita di Asan, freddato nelle campagne non lontano da casa, fu proprio la sua compagna, sorella dei presunti assassimi, contro i quali si è poi costituita parte civile.

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