“In queste ore tante sono le voci che si susseguono circa lo stop per le associazioni dilettantistiche e di conseguenza gli sport di contatto. Rimango inerme, appesa ad un filo di speranza che sento però affievolirsi ogni minuto di più. Come mamma prima e tecnico dopo non posso e non voglio pensare che a pagare siano i nostri, i miei ragazzi e lo sport”.

Inizia così la lettera di sfogo arrivata in redazione da una “mamma di un calciatore sognatore e di un tecnico che ha sempre creduto nei suoi piccoli atleti”.

Parole scritte con il cuore con la speranza che arrivino al Presidente del Consiglio, all’assessore allo Sport, al presidente del Coni e della regione Puglia, al sindaco di Bari e a tutti coloro che hanno voce in capitolo.

“Leggo di tante richieste di affiliazioni a vari enti di promozione sportiva dopo l’ultimo dpcm che pare siano la causa dei pensieri di stop del governo – spiega la donna -. Chiedo di poter mediare e trovare una soluzione a ciò. Non voglio elencare tutti i benefici psicologici e fisici che lo sport dona ai nostri ragazzi perché non basterebbe una testata giornalistica intera per spiegarli, ma voglio solo gridare la dedizione che molti da noi, da anni, ci mettono in quello che fanno per far crescere i nostri giovani!”.

“Salvate le associazioni che da anni sono affiliate alle federazioni, salvate chi lavora con il Coni e altri enti, salvate chi dalla ripresa di questa pandemia ha attuato tutte le misure di prevenzione, salvate i giovani, i ragazzi e lo sport – conclude -. Non lasciate che tutto muoia per chi aggira gli ostacoli per mero guadagno, aiutate chi come noi crede e persevera in un pensiero sportivo di vera crescita. Io non so se la mia voce possa arrivare a chi decide per noi ma so che non posso e non voglio stare ferma”.

 

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