Colpevoli di non aver preso appuntamento per parlare di una vicenda, quella dei professori Massimiliano Valente e Donato Sapone penalizzati da colleghi senza titoli o autori di autocertificazioni mendaci, che si trascina dal 2012. Alla professoressa Lotito, a capo dell’Ufficio Scolastico provinciale seppure da poco tempo, dopo aver atteso due ore dietro la porta del suo ufficio mentre parlava con i colleghi Valente e Sapone, avremmo voluto solo chiedere che provvedimenti intende prendere per porre fine a tutta questa storia, ma anzi che rispondere alla nostra domanda, la dirigente ha preferito polemizzare con noi.

Così non ci è rimasto altro da fare che chiedere al sindacalista dell’Usb Pino D’Ambrosio, lui che ai nostri microfoni sollevò il caso nel 2014 in concomitanza con l’arrivo alla scuola Maiorana, uno tra gli istituti coinvolti, dell’allora ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini, anche lei abilissima nello schivare le nostre domande. Al colloquio di due ore tra la Lotito e i professori Valente e Sapone, D’Ambrosio era presente: “Si è insediata da poco – ci ha detto – deve ancora prendere piena visione della faccenda. Ritiene che si debba aspettare il lavoro della magistratura, ma così non può essere perché i tempi sarebbero ulteriormente lunghi”.

L’assurdo di tutta questa storia è che esiste una relazione degli Ispettori del Ministero. Secondo gli ispettori, i docenti a cui sono mosse le contestazioni sarebbero incompatibili, e nonostante la dottoressa Camalleri, capo dell’Ufficio Scolastico Regionale, avesse annunciato provvedimenti, Valente e Sapone oggi godono solo di una frazione di cattedra per appena due ore.

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