Il prossimo 31 dicembre chiude il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo di Bari Palese. La notizia, che circolava da qualche tempo, è diventata ufficiale e per questo i lavoratori protesteranno il prossimo 16 ottobre davanti al palazzo della Prefettura. È stato lo stesso Ministro dell’Interno Marco Minniti ad esprimere la volontà di chiudere la struttura.

Particolarmente dura la reazione della Cgil: “Non tollereremo che succeda tutto ciò – dice il segretario generale della FP Cgil Domenico Ficco – siamo sconcertati e lo sono ancora di più i lavoratori, che in queste ore sono venuti a conoscenza di una comunicazione dell’attuale gestore attinente ad una riduzione del servizio di accoglienza a causa della ricollocazione degli ospiti”.

Proprio la nuova destinazione dei migranti è al centro di una aspra polemica, perché 1700 persone saranno destinate alle strutture della provincia di Bari, dove i posti nei Centri di Accoglienza Straordinaria saranno raddoppiati. Tra le destinazioni è probabile che 250 di loro vadano ad Adelfia e 300 ad Altamura.

Il problema è anche economico per chi sarà chiamato alla straordinaria accoglienza, poiché mentre nel CARA, per esempio, ci sono un posto di Polizia e un presidio medico, con la nuova disposizione, spese mediche, sicurezza, istruzione, saranno tutte a carico delle comunità, fermo restando che, allo stato attuale, non si conoscono nel dettaglio i trasferimenti che il Governo centrale destinerà ai Comuni coinvolti.

“Chiediamo immediatamente un tavolo di confronto con il Prefetto e il sindaco di Bari – incalza Ficco – perché si possa gestire questa fase di transizione, con tutte le garanzie possibili per la continuità lavorativa di tutti gli operatori che per anni sono stati delegati a fronteggiare drammi umani e sociali”.

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