Sempre più casi di tentati suicidi e purtroppo suicidi. Quello del disagio psichico è una piaga sociale che affligge centinaia di famiglie, spesso alle prese con un nemico invisibile. Non è un caso che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la depressione sarà la prima causa di malattia del mondo nel 2020. È giusto dare la notizia di un gesto estremo? Cosa sta accadendo? La Asl di Bari mette a disposizione delle persone in crisi un numero sufficiente di operatori? Abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza con la professoressa Maristella Buonsante, direttrice del Centro di salute mentale della Asl di Bari

“In psichiatria è difficile dire se i casi sono in aumento o se invece è migliorata l’assistenza – spiega la Buonsante – tutti parlano della chiusura dei manicomi, ma nessuno parla che prima della legge 180 non c’era l’assistenza psichiatrica nel Servizio Sanitario Nazionale. Una cosa dev’essere chiara: Non ci occupiamo solo dei casi più gravi, che meritano sicuramente molta attenzione, ma anche di tante altre problematiche”.

In un anno le persone che hanno usufruito del servizio a Bari hanno sfiorato quota 4.500, ma ci sarebbero molti casi che ancora non emergono: “Probabilmente c’è una massa enorme di gente che non viene assistita semplicemente perché non ci conosce – fa notare la professoressa – Certamente il problema del personale c’è, non possiamo negare che siamo in affanno ma facciamo il possibile per garantire il miglior servizio possibile”.

Purtroppo quello della depressione e il suicidio è una piaga soprattutto fra i giovani: “Tra i 15 e i 29 anni il suicidio è la terza causa di morte e il blue whale non c’entra nulla, è una bidonata – tuona la direttrice del centro di salute mentale – Sicuramente si può fare prevenzione e ci sono dei segnali, come per esempio la chiusura, il non voler parlare, l’essere tristi e solitari, ma ma ci sono dei casi in cui c’è un impulso improvviso e incontrollabile a causa di malattie mentali molto gravi in cui si può fare davvero poco”.

C’è poi un grande dibattito sulla questione dei suicidi trattati sui giornali: “Il fattore emulativo è importantissimo. Quello che fa la differenza non è raccontare o meno la notizia, ma come la si racconta. Bisogna evitare la parte emozionale e i particolari”.

Quindi un appello: “Ci sono tanti casi in cui si può fare prevenzione rivolgendosi a personale esperto – conclude la Buonsante – Ma non servono neurologi, psicoterapeuti o centri di ascolto ma ci vogliono veri e propri psichiatri. Il nostro centro è completamente gratuito, e non serve nemmeno l’impegnativa. La città può essere orgogliosa del suo centro di salute mentale”.

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