Commissioni regolarmente al lavoro questa mattina in Comune, a Bari. Dopo l’imbarazzo nazionale andato in onda ieri sera su La7 durante la trasmissione Non è l’Arena di Massimo Giletti, per strada non si parla d’altro. A Palazzo di Città c’è chi si dice ignaro del fatto, come qualcuno stamattina in Commissione decentramento, e chi, invece, prova a scappare davanti alla telecamera, salvo poi rendersi conto della figura rimediata e provare a spiegare il proprio punto di vista.

“Non posso rilasciare dichiarazioni” ha provato a chiamarsi fuori Salvatore Campanelli, prima di lasciarsi andare a una riflessone più ampia: “Non c’è un problema con le commissioni, dobbiamo essere presenti almeno mezzora per avere segnata la presenza, nessuno viene a rubare il gettone. Produciamo proposte che poi arrivano in Consiglio comunale, ma l’opposizione fa ostruzionismo”.

“Sono un libero professionista e non guadagno dal partecipare alle commissioni – dice l’avvocato Giuseppe Carrieri –  non ho bisogno della giustifica per il posto di lavoro, e poi metà del mio compenso lo devolvo alla città con una serie di iniziative dall’inizio del mandato”. “C’è un impegno quotidiano da parte dei consiglieri – sottolinea invece il presidente del Consiglio comunale, Michelangelo Cavone, finito anche lui sulla graticola di La7 – c’è un problema con le commissioni, evidentemente c’è un’esasperazione sul loro utilizzo e su questo è necessaria una riflessione”.

“Mi sono dimesso da presidente – ricorda Pasquale Di Rella – perché in contrasto con un Consiglio che lavorava molto poco rispetto a quello che guadagnava. Ho deciso di non partecipare alle sedute di commissione perché non ha senso produrre un lavoro istruttorio se poi le sedute del Consiglio vanno deserte”.

Per Filippo Melchiorre, recordman di presenze, “nella legge, nel regolamento, nello statuto, va fatta una rivisitazione, ma questo dipende da chi amministra, da chi legifera. Ancorare al numero delle commissioni, delle presenza, l’indennità minima, è un problema che a livello nazionale devono guardare con attenzione”.

In tutto questo, c’è chi può osservare il tutto da un punto di vista esterno: “Non mi riguarda – si smarca Alfonso Pisicchio – non frequento le commissioni, bisognerebbe parlarne con i colleghi che ne fanno parte”, a quali dice: “Sono adulti, sanno bene come muoversi”.

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1 COMMENTO

  1. Diciamo che tutti hanno capito che il magnamagna sui gettoni delle commissioni (mezz’ora basta) riguarda tutti i partiti. Tant’è vero che nessuno finora aveva sollevato davvero il problema, che oggi va per la bocca di tutti solo grazie a un servizio tv. Figuraccia nazionale meritata.

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