Questa mattina il sindaco Antonio Decaro ha tenuto in Comune la conferenza di fine anno per tracciare un bilancio di chiusura della attività del 2018: “Vorrei partire da una constatazione: stiamo tornando ad essere orgogliosi della nostra città. I baresi tornano ad essere orgogliosi della propria città. Ogni cittadino sente un legame identitario con la propria città, è naturale, ma oggi rivendichiamo con orgoglio il fatto di essere baresi. È una cosa che si percepisce, in questi giorni come non mai: il 24 Dicembre eravamo in 200mila per le strade di Bari, non solo chi ci vive tutto l’anno ma anche chi torna dalla propria famiglia per le festività”.

“Questa è una città in cui per anni si è parlato di cultura senza che avessimo spazi dedicati alla cultura – ha detto -. In questi giorni è stato possibile entrare nel Margherita restaurato per assistere alla mostra dedicata a Van Gogh, e sono già 28.000 i biglietti staccati fino ad oggi, o andare al Petruzzelli per assistere alla Traviata, sold out per tutte le repliche. Una produzione del Teatro Petruzzelli, la prima dopo anni difficili, di inchieste, in cui quasi ci vergognavano di parlarne. Oggi rivendichiamo con orgoglio una produzione della Traviata da tutto esaurito, uno spettacolo con una scenografia profondamente legata alla nostra terra, con i quadri di De Nittis nel foyer”.

“C’è il museo archeologico riaperto al pubblico – ha elencato – il Castello Svevo restaurato, che ospita la Mostra di san Nicola per le bambine e i bambini, un museo per tutti, perché anche lì, con orgoglio, riscopriamo che San Nicola, figura identitaria della nostra città, è Santa Klaus, accompagnato dalle immagini di altri Paesi europei che festeggiano il 6 dicembre la giornata dei doni ai più piccoli. Una cosa che abbiamo voluto riprendere: la tradizione del 6 dicembre in cui san Nicola e Santa Klaus diventano una cosa sola, e la città accende il suo albero di Natale. Abbiamo fortemente voluto riprendere una tradizione che è nostra e che oggi è uno degli appuntamenti più attesi per festeggiare l’ avvio del Natale”.

“Stiamo tornando ad essere orgogliosi delle nostre tradizioni, dei legami che costruiscono comunità. Con orgoglio – ha sottolineato – possiamo dire che negli ultimi dieci giorni abbiamo pubblicato circa trenta gare che consentiranno di avviare opere pubbliche importanti per la socializzazione: due anni fa abbiamo fatto una raffica di gare per la progettazione, adesso arrivano le gare per la realizzazione di quegli spazi e opere importanti per la città che, chiunque sarà il sindaco, vedranno la luce: piazza Redentore, piazza Disfida di Barletta, il parco sul Gasometro, il parco di Catino, solo per citarne alcune. Opere di cui abbiamo parlato per tanto tempo, pensate in particolare alle periferie. In questi anni è stato come avvicinarsi a un quadro per metterne a fuoco i dettagli”.

“Oggi, allontanandoci un po’ da quel quadro – ha proseguito il sindaco con la sua idea – possiamo guardarne l’insieme, e ammirare il frutto di un lavoro che è la nostra visione. Ho parlato della cultura, ma potrei parlarvi del verde e dei parchi, o delle iniziative sportive che in questa città hanno creato una vera e propria comunità. I baresi stanno tornando ad essere orgogliosi della propria città dopo che per anni ci si è interrogati sul fatto che Bari fosse o meno una città turistica, forse non lo eravamo ma una serie di circostanze concomitanti, prima fra tutte il fatto che la Puglia sia diventata un brand turistico, hanno fatto sì che oggi a Bari si registra il 97% di camere prenotate per il weekend di fine anno. Siamo seconde in Italia solo a Bologna. In una regione che segna un trend costantemente in crescita per il turismo Bari fa da capofila, da traino per la regione.

“E di questo i baresi sono orgogliosi, come pure dei grandi eventi che hanno visto protagonista la città: il Papa che sceglie Bari in virtù del suo legame con san Nicola, santo ecumenico per eccellenza. Canale 5 decide di tornare a Bari per la seconda volta, perché sa di trovare una città non solo accogliente, ma capace di gestire grandi eventi di piazza. E anche di questo i baresi sono orgogliosi: del palco più grande del capodanno in Italia, di una festa di piazza con artisti di richiamo nazionale” ha detto Decaro.

“Senza dimenticare l’orgoglio di aver completato tutte le grandi bonifiche a tutela della salute pubblica: è terminata la bonifica dell’ ex Gasometro, sul quale sorgerà il parco dedicato a Maria Maugeri, e la Fibronit non esiste più, mentre esiste il progetto per il parco della Rinascita in ricordo delle vittime dell’ amianto proprio su quell’area”.

“Quest’anno – ha ricordato scaricandosi di ogni responsabilità – è stato segnato anche da due situazioni fortemente critiche affrontate con orgoglio dai baresi. Ci tengo a precisarlo: non dal sindaco, dalla giunta o dal consiglio comunale, ma dalla comunità barese. La Fiera del Levate, che stava per fallire, e il Bari calcio, che è fallito. C’è stata una straordinaria reazione di orgoglio: la Camera di Commercio ha accettato la sfida di rilanciare la Fiera acquisendone l’ 85% con il restante 15% in quota alla Fiera di Bologna. E la Fiera del Levante non è fallita, anzi: grazie ai commercianti, agli imprenditori, alla filiera agricola guarda adesso con fiducia al futuro. Dopo le vicende del calcio scommesse e due pre fallimenti, è arrivato il fallimento della squadra della città. E i baresi hanno provato sulla loro pelle l’ orgoglio della rinascita. È stato necessario fare tabula rasa di tutto il passato per ricominciare là dove non avremmo mai creduto di arrivare: dai campi della serie D, con le pietre sul terreno di gioco. I baresi hanno acquistato diecimila abbonamenti, numeri che non tute le squadre di serie A possono vantare. Anche qui, abbiamo ritrovato l’ orgoglio di essere tifosi della nostra squadra di calcio.

“In questi anni – ha aggiunto – abbiamo parlato tanto di comunità e abbiamo provato a mettere a sistema tutte le migliori esperienze, i ragazzi di San Pio, il parco Garagasole, gli orti urbani, attraverso il bando Reti Civiche Urbane che finanzia associazioni, parrocchie, scuole, società private che vogliano animare la città. Ebbene il risultato sono dodici grandi reti, una per ciascun quartiere, una cosa di cui essere orgogliosi perché testimonia la capacità di superare diffidenze, problemi, individualismi per lavorare insieme per la propria città. Questo è l’orgoglio di un ritrovato senso di protagonismo dal basso nell’interesse della nostra città.

“Quanto a me – ha detto appuntandosi la medaglia al petto – la cosa di cui sono più orgoglioso, non solo da cittadino barese ma da sindaco, è quella di aver superato la logica dell’emergenza per le persone sole, in povertà o senza dimora con un lavoro spesso invisibile, ma che ha portato buoni frutti. Quando sono diventato sindaco ho portato tutti gli assessori all’interno della tendopoli della Croce Rossa, che ospitava circa 100 persone che potevano entrarvi alle otto di sera e dovevano lasciare la struttura alle otto di mattina, con qualsiasi condizione meteo”.

“Oggi quella tendopoli è chiusa, e i cittadini che vi erano ospitati sono tra le 400 persone che accogliamo nella rete delle Case di comunità, un’esperienza innovativa di cohousing. Se quest’ anno la cena e il pranzo degli abbracci conteranno molti meno ospiti è perché molte delle persone che negli scorsi anni erano costrette a rivolgersi alle associazioni trascorreranno quei momenti nelle case di Comunità che hanno stanze private e spazi comuni, come la cucina, e offrono la possibilità a molti nuclei familiari di ritrovare la propria dignità avviando un percorso di autonomia. E di questo sono particolarmente orgoglioso. Il 2018 – ha concluso – è stato l’anno in cui abbiamo messo dei punti fermi sul lavoro avviato negli anni scorsi e finalmente stiamo tornado ad essere orgogliosi di Bari”.

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