Dopo le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni al termine del vertice di maggioranza svoltosi lunedì scorso, Giacomo Olivieri presidente di Realtà Italia torna a parlare di primarie: «Prima di decidere la data ci interessa scrivere le regole. Per questo stiamo dicendo a tutti di sederci intorno a un tavolo per tracciare un percorso che porti democraticamente e rapidamente alla definizione di un regolamento utile a disciplinare le primarie. E stiamo suggerendo di incontrarci al più presto per evitare di farlo durante la campagna elettorale o addirittura alla vigilia del voto. Oggi, il tempo per fare le cose per bene non manca».

Dunque, sembra dire Olivieri, si possono fare le cose con la dovuta calma: «Siamo contrari alle telefonate dell’ultima ora, a quelle che ti costringono a prendere decisioni anche importanti su due piedi. Noi diciamo no alle primarie dell’improvvisazione. Non vogliamo che anche queste siano caratterizzate dalla cattiva organizzazione. Senza dimenticare che un regolamento condiviso e chiaro garantisce un solo grande risultato noto a tutti: il coinvolgimento massiccio dell’elettorato e dunque un risultato più vero e forte.

A noi piace l’idea che queste primarie possano risultare, grazie ad un regolamento condiviso e chiaro per tutti, immuni da eventuali tentativi di inquinamento del voto da parte di soggetti estranei alla coalizione.

Speriamo che questa nostra presa di posizione, sulla quale non faremo sconti a nessuno, sia condivisa da tutti gli altri partiti della coalizione. Anche da quelli che più volte quest’anno durante le primarie baresi non sono intervenuti, a volte senza nemmeno avere una valida giustificazione, ai tavoli della coalizione, provocando in alcuni casi un pericoloso ritardo nelle decisioni da prendere per il successo delle primarie e per il bene dell’intera collettività.

Se vogliamo confermare anche in ambito regionale il successo ottenuto a Bari dimostriamo agli elettori che abbiamo fatto tesoro degli errori commessi dall’ inizio anno anche in altre città. Riuscirci non ci sembra una impresa impossibile. Anzi, a pensarci bene è un nostro dovere».

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