Le recenti dichiarazioni del presidente della STP, la Società Trasporti Provinciale, hanno acceso le ultime micce alla vigilia dell’assemblea dei soci. Piero Venneri, segretario regionale della Faisa-Cisal punta i piedi.

“Contrariamente a quanto affermato dal presidente Gargiuolo – tuona il sindacalista – il fronte sindacale è unito nel criticare pesantemente la gestione della STP. Certamente infuriati siamo noi della Faisa-Cisal. Non avremmo dichiarato lo sciopero insieme alle altre sigle sindacali”.

I punti sul tavolo della discussione, ormai saltata da tempo, sono gli stessi denunciati da tutti, non solo da Uil e Ugl. “Siamo particolarmente indignati – spiega Venneri – per l’inaffidabilità dei vertici della STP e non nutriamo molte speranza anche se i soci pubblici dovessero indicare altri soggetti nel Cda. Dico questo perché la legge 422 del 1997 è chiara, ma altrettanto chiaramente non viene rispettata. Alla guida delle società di trasporto, viene specificato, non possono esserci astronauti, scienziati, centravanti della nazionale, ma devono essere soggetti altamente inseriti e qualificati nel settore”.

Il presidente Roberto Gargiuolo, lo ricordiamo, è un imprenditore nel settore della telefonia, mentre l’amministratore delegato, Rosa Pastore, è professoressa di filosofia in un liceo. Tanto per citare due esempi. “Ciò che proprio non riesco a comprendere – conclude il segretario pugliese della Faisa-Cisal – è il comportamento del sindaco di Bari e dell’Area Metropolitana, Antonio Decaro. Non mi riferisco all’atteggiamento politico, ma a quello di socio di un’azienda pubblica”.

Altro pepe a poche ore dalla resa dei conti, con l’ombra delle indagini della Guardia di Finanza e l’annunciato ricorso alla Corte dei Conti della Ugl.

 

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