La lettera ai Corinzi del Libertà scritta dal sindaco di Bari Antonio Decaro, una miscela di riflessioni e annunci, ha due difetti: è tardiva e incompleta nelle misure necessarie a contrastare le paure degli abitanti del quartiere. La nota arriva a pochi mesi dalle elezioni, con un ritardo tale da aver contribuito ad alimentare un pericoloso clima di tensione. Accanto alle decine di interventi annunciati e in parte avviati per la riqualificazione sociale e urbanistica, sono mancate politiche repressive efficaci che, se non altro, dessero ai residenti l’impressione di non avere come unico supporto chi cavalca l’onda, spesso nel peggiore dei modi.

Il Sindaco annuncia di avere allo studio un provvedimento che consenta il sequestro di depositi, tuguri e cantine affittate al nero. Passatemi la battuta. Sì, perché da un lato e l’altro della barricata si sono strumentalizzati i migranti, dipinti allo stesso tempo come indispensabile risorsa e male assoluto. In questi anni vi abbiamo mostrato l’umiliazione dell’essere umano; uomini, donne e bambini, italiani e stranieri, costretti a vivere come bestie, forse peggio.

Le situazioni di degrado, spaccio, prostituzione e furti hanno raggiunto un livello di guardia. Si è fatto in modo che la guerra tra poveri, cittadini esausti e migranti, raggiungesse picchi quotidiani mai visti prima. Sono entrato nelle case dei puttanieri, in quelle di sfruttatori senza scrupoli, ho intervistato “casualmente” luridi e criminali senza che sia mai successo niente. Seppure credo che in parte la reazione tardiva, ma necessaria, del primo cittadino dipenda in piccola parte da quelle scorribande.

Per restituire ai residenti del quartiere il senso di sicurezza smarrito, non solo nella percezione, non basta sequestrare quei tuguri. Il quartiere va presidiato e soprattutto è necessario identificare ed espellere i clandestini per evitare che si faccia di tutta l’erba un fascio. Ma i migranti sono solo una parte del problema. Il presidio del territorio serve per evitare che il parco Mimmo Bucci venga trasformato in una latrina; per dare a Raimondo  una casa dignitosa e senza scarafaggi; per scongiurare festeggiamenti privati su strade pubbliche chiuse al traffico o gare in moto e i blitz di baby vandali; per mettere in sicurezza i cantieri abbandonati; per non consentire a chi che sia di fare baldoria e ubriacarsi i pomeriggi di una ordinaria domenica di follia.

Insomma, il vero limite della nota del Sindaco sta nella mancanza di una visione d’insieme. La brava gente del Libertà continuerà ad aver paura, perché non si possono sequestrare aiuole, giostrine e altri luoghi di intollerabile bivacco. Non si possono sequestrare i modi di fare consolidati. In caso contrario Bari resterà il paesone, altro che Città Metropolitana, delle sgagliozze e popizze abusive.

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