Dedichiamo O’ pernacchio del sommo maestro Eduardo De Filippo a sindacalisti, rappresentanti delle istituzioni e politici che all’indomani di una morte sul lavoro, ieri a Bari i morti sono stati due in poche ore, si riempiono la bocca di belle parole e buone intenzioni, incapaci di trovare seguito. O’ Pernacchio di testa e di pancia, passionale, per evitare che non ci sia l’effetto sperato. La morte non serve se si continua a girare la testa dall’altra parte. Gli operai senza casco e altri dispositivi di sicurezza che state vedendo, lavorano alla costruzione di un palazzo proprio di fronte alla sede della Regione Puglia, in via Gentile, a Bari.

Sempre a Bari, il pericolo di crollo è anche quello dei lavoratori, proprio come il precipitato ieri dal palazzo della Rai, in via Dalmazia. Guardate queste acrobazie. Anche in questo caso il palazzo in ristrutturazione è pubblico. È vero, in tanti non hanno rispetto per la propria vita. Hanno il casco, magari anche le imbracature, ma se ne fottono.

O’ Pernacchio anche a loro. Nessuno si senta offeso, nessuno si senta escluso, ma senza controlli questa strage non finirà mai. Punizioni severe, multe salate. Non vogliamo rassegnarci all’idea? E allora vi lasciamo alla conta dei vostri morti, perché ce li avete sulla coscienza. Le lacrime di coccodrillo hanno un’altra consistenza, un altro sapore, quello amarissimo di chi ti prende in giro.

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