“Il sindaco Decaro deve capire che a Bari non ci sono cani di serie A e serie B, così come le associazioni animaliste e soprattutto i canili”. Giovanna Vitali di Ada Onlus, come sempre, non le manda a dire al primo cittadino barese.

Da anni ormai la situazione tra il comune di Bari e l’associazione che si occupa del canile comunale è tesa. Tra le varie problematiche sorte c’è anche il compenso che viene elargito all’Ada Onlus per il mantenimento degli animali. “Solo 30 centesimi a cane. Ma, oltre al mangime, da quei soldi dobbiamo provvedere alla derattizzazione, al decespugliamento e a tenere gli alberi in ordine. Per non parlare dei costi delle medicine e dei veterinari. Tutto questo però non accade al canile sanitario, fiore all’occhiello del comune di Bari, che percepisce 100mila euro annui”.

“Guarda caso, dopo un articolo un po’ scomodo di un giornale locale, ci è arrivata una diffida da parte del Comune che ci imponeva la derattizzazione e il decespugliamento. A questo noi abbiamo risposto con un’altra diffida perché vogliamo che il Comune si occupi del terreno circostante il canile. Da lì vengono i topi, senza contare che l’Amiu non ritira sempre i rifiuti. In tutto questo – sottolinea – nel canile manca la luce. Quindi per il Sindaco è meglio avere gli alberi potati, ma i cani devono restare al buio”.

“Il Comune di Bari – conclude Giovanna Vitali – è sordo e per questo, visto che non ci ascoltano, li invitiamo a venire a vedere il posto per cui paghiamo 6mila euro di affitto l’anno. I cani non possono stare in queste condizioni e andiamo avanti solo grazie ai volontari e qualche piccola raccolta fondi”.

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