Abnegazione, spirito di sacrificio, vicinanza alla popolazione nonostante il sistema sanitario regionale non sia preparato ad affrontare la seconda ondata di pandemia. Non ci fossero medici, infermieri, autisti e soccorritori del 118 appassionati, probabilmente staremmo a raccontare una storia diversa, più nera di quella attuale.

Stamattina un bambino che stava andando a scuola, la Cirillo di Bari, è stato investito da un’auto mentre attraversava sulle strisce. Non è grave, ma il codice è giallo. L’ambulanza lo carica e lo trasporta al pronto soccorso del Policlinico. Come spesso succede mancano le barelle, così la struttura “sequestra” quella della postazione 118. Nel mix tra rassegnazione e sgomento, lo stesso equipaggio che aveva soccorso il bambino, senza barella, viene chiamato dalla centrale operativa: una donna sta partorendo nel laboratorio analisi del Policlinico.

Dalla centrale si stacca uno dei due medici in servizio e sul posto arriva anche l’equipaggio senza barella. I sanitari, con l’ausilio dei soccorritori assistono la donna, ma serve un’ambulanza per trasportarla in reparto. Non c’è niente da fare, mancano le ambulanze, tutte impegnate o in attesa di sbarellare pazienti nei pronto soccorso. A quel punto si decide di chiamare l’azienda Policlinico, che autorizza un autista a muovere un’ambulanza aziendale per andare a prendere la donna e i sanitari che in quel momento l’avevano presa in carico. Assurdità su assurdità.

Una cosa che non manca è l’ingegno di operatori preparati e disposti a trovare qualunque soluzione pur di fare al meglio il proprio lavoro. Quando chiamate il 118 pensate a storie come questa, pensate che ad aver bisogno di un soccorso potrebbe essere vostra moglie, sorella, madre, zia, nipote. Non chiamate il numero per le emergenze e urgenze a casaccio o per visite e prestazioni che potreste fare altrove, seppure pazientando, soprattutto, non mentite alle domande che vi pongono dalla centrale per timore che l’ambulanza non arrivi, come ha fatto qualche giorno fa un barese che adesso rischia una denuncia in Procura per aver messo a repentaglio la salute dell’equipaggio intervenuto. Il periodo è molto complicato, serve la comprensione e l’aiuto di tutti.