I vicini, esasperati, chiamano il 118. Dall’abitazione al piano terra, al civico 15 di via don Bosco, si sente un tanfo nauseante.

Cresce la preoccupazione per le sorti di Lello e Angela, i due fratelli che abbiamo portato più volte all’attenzione delle istituzioni.

La casa di proprietà e la capacità giuridica di intendere e volere li condannano a morte. Nessuno può intervenire per convincere loro a curarsi, restituendo a se stessi la dignità persa e ai residenti un minimo di normalità.

I soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare le condizioni disumane in cui Lello e Angela “hanno scelto di vivere”, in mezzo alla sporcizia, senza luce e gas, in compagnia di grossi amici.

Nonostante i problemi con l’alcol e uno stato di evidente alienazione possono scegliere di vivere in un insopportabile stato di degrado, costato la via al loro anziano padre, morto in condizioni da fare raccapriccio.

A questo punto non resterebbe che rassegnarsi, ma l’idea che un uomo e una donna possano vivere in quelle condizioni non ci fa dormire la notte.

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