Agricoltori in rivolta nella sala consiliare di Sannicandro a partire da ieri pomeriggio. I produttori locali lamentano il prezzo troppo basso d’acquisto delle olive e hanno dato vita ad un presidio permanente. 30, al massimo 35 euro per quintale. Una cifra che non riesce a coprire nemmeno i costi di raccolta.

La rivolta parte principalmente dagli agricoltori di Sannicandro ma sono arrivati altri da Acquaviva, Cassano, Bitetto e Bitritto per protestare. I sindaci dei paesi limitrofi sono stati convocati oggi pomeriggio intorno alle 18.

Gli animi sono bollenti. Il dibattito è animato anche tra gli stessi agricoltori, tra quelli che pensano che non si debba più raccogliere ma bloccare l’accesso ai frantoi impedendo così l’arrivo dell’olio dall’estero, e chi invece sostiene che le misure debbano essere fatte dal governo centrale bloccando le importazioni dall’estero, in modo da tutelare i produttori locali.

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