Ci chiede di rimanere anonimo l’operaio, anche lui assunto con un contratto precario e la speranza del tempo indeterminato. Continua a ripetere: “Non si può morire in questo modo”. Non smette di piangere. “Scusi lo sfogo – dice dopo essersi calmato un po’ – ma non riesco ancora a farmene una ragione”.

Davide Di Gioia, 24 anni, aveva un contratto da apprendistato. Sulla faccenda sono intervenuti anche i sindacati. Peccato nessuno solleciti controlli prima che si consumino tragedie come questa. I tre colleghi che stavano lavorando con la vittima sono stati interrogati a lungo dai Carabinieri. Secondo alcune indiscrezioni avrebbero confermato che anche Davide, come loro tre, era inizialmente legato alla corda di sicurezza. Nessuno a quanto pare sa spiegarsi come sia stato possibile.

Perché Davide è precipitato? Qualcosa non è andata come avrebbe dovuto, seppure con quel tipo di contratto Davide, che aveva compiuto 24 anni due giorni prima di morire, sembra certo che lì sopra non doveva stare. “Non spegnete i riflettori sulla vicenda – continua l’ex collega – è giusto arrivare alla verità, per Davide e per i suoi genitori, per chi gli ha voluto bene. Se qualcuno ha sbagliato deve pagare”.

L’azienda intanto è chiusa per lutto. Non si sa fino a quando, così come non si conosce ancora il giorno dei funerali. “Bisognerà prima di tutto arrivare alla verità – conclude l’altro dipendente delle Industrie Fracchiolla -. La storia di Davide deve essere di insegnamento, far ravvedere chi pensa si possa concedere deroghe alla sicurezza sui luoghi di lavoro”.

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