Investita sulle strisce pedonali nel quartiere Libertà da un pirata della strada, mai identificato, e ripresasi tutto sommato bene, nonostante la veneranda età di 93 anni. Il fatto risale al 2 settembre 2013, da quella vicenda l’anziana signora ne è uscita con le ossa rotte, ma alla fine è riuscita a recuperare, tanto che, nonostante la frattura al femore riportata e sebbene oggi non esca praticamente più di casa, si muove col girello e non è costretta a rimanere a letto. Si può dire che le è andata bene.

Quella storia, a distanza di cinque anni, ha ancora uno strascico. Ieri si è infatti tenuta l’udienza per l’audizione dei testimoni nella causa civile per la Precisazione delle Conclusioni, come si chiama in legalese, all’esito della quale il Giudice dovrà decidere se far eseguire sulla signora una CTU, la Consulenza Tecnica d’Ufficio, in pratica una perizia.

Dal momento che chi l’ha investita non è mai stato identificato, tanto che è stato anche emesso il decreto di archiviazione penale, in giudizio si è costituita l’assicurazione, per poter attingere al Fondo di garanzia per le vittime della strada. La causa è stata rinviata a febbraio 2020, quando l’investita, volesse il cielo, avrà 100 anni.

Per carità, è tutto più che legittimo; dovesse passare a miglior vita, possono sempre costituirsi in prosecusione gli eredi per il risarcimento economico, ma in questo caso, la CTU su chi dovrebbe essere fatta? Sulla salma? Ai posteri l’ardua sentenza, alla signora i migliori auguri di lunga vita, almeno per sapere come andrà a finire.

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