“Venerdì 29 maggio ricomincio a lavorare dopo la chiusura del 10 marzo. Mi sento di ringraziare sentitamente lo stato italiano, in particolare il nostro presidente Giuseppe Conte, Inps, la Regione Puglia, Michele Emiliano e tutte le istituzioni per aver lasciato a casa me, e chi come me, senza cassa integrazione e quindi senza sostegno per soli 80 giorni visto che ad oggi non ho percepito un solo euro!”.

Inizia così il post di sfogo pubblicato su Facebook da Arcangela Pisani. La donna reclama i  contributi previsti dal Governo durante il lockdown commerciale, erogati dall’Inps, che a distanza di quasi tre mesi non sono ancora arrivati a diversi lavoratori.

“In un momento tragico come quello che abbiamo attraversato e che stiamo attraversando ho voluto credere ad ogni singola parola, ho creduto alla potenza di fuoco, ho voluto credere all’andrà tutto bene, ho voluto credere che insieme ce la faremo, ma purtroppo devo ricredermi”, continua la donna.

Grandi aspettative che però non hanno trovato riscontro in maniera concreta. “Sono stata fiera anche di me stessa e di quasi tutti gli italiani che hanno rispettato il restate a casa, fiera di chi ha combattuto in un letto di ospedale per la vita, fiera di chi ha lottato in silenzio contro questo maledetto virus, fiera di tutti i miei amici medici e infermieri per come hanno fronteggiato quest’emergenza, ma a malincuore devo ammettere di non essere fiera di essere italiana – conclude -. In altri stati in meno di 24 ore i lavoratori hanno ricevuto gli aiuti dello stato, sarei un’ingenua a credere che anche qui in Italia in un solo giorno si sarebbe risolto tutto, ma mi rifiuto di credere che per una pratica servano 100 giorni. Per concludere forse in fondo è vero si, ce la faremo, ma ognuno con le proprie forze e sopratutto con la propria dignità!”.

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