“Lo stabilimento Bosch di Bari rappresenta per il territorio un sito strategico sia per i lavoratori che per l’indotto. Non è possibile accettare in alcun modo una possibile riduzione del personale e della potenza produttiva dello stabilimento”. A parlare è il nuovo segretario generale della Fiom di Bari, Ciro D’Alessio che punta il suo sguardo sul presente e sul prossimo futuro dei lavoratori, preservandone la loro unità.

In seguito alle dichiarazione del ceo della Bosch, Volkmar Denner, questa mattina i lavoratori dello stabilimento barese si sono mobilitati per protestare contro l’esubero di quasi 640 posti di lavoro.

“Oggi siamo qui perché vogliamo accendere i riflettori su quello che sta accadendo nello stabilimento Bosch di Bari. Il nostro scopo – dichiara D’Alessio – è quello di chiedere a Bosch di mettere sul tavolo un piano industriale che dia garanzie e che mantenga i livelli occupazionali. Nessun posto di lavoro deve andare perso. Inoltre vogliamo che ci sia una prospettiva futura per lo stabilimento barese che vada incontro alle esigenze del mercato che in questo momento storico sono legate all’elettrico”.

“Scioperiamo mentre a Roma nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico si discuterà del nostro stabilimento. Se non arriveranno risposte soddisfacenti da parte dell’azienda – aggiunge – continueremo la nostra mobilitazione. In nessun caso e in nessun modo permetteremo che i lavoratori perdano la loro occupazione dopo anni di sacrifici e di ammortizzatori sociali. Metteremo in campo tutte le nostre forze per far si che questo non accada. Quella di oggi è solo la prima mobilitazione – conclude il segretario generale della Fiom Bari – se non arriveranno risposte adeguate continueremo finché non verrà scongiurato l’esubero annunciato dai vertici”.

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