“Ora sono finalmente Alessia”. In realtà la protagonista di questa storia si è sempre sentita fieramente donna ma da pochi giorni lo è a tutti gli effetti anche per l’anagrafe. I giudici del Tribunale di Bari hanno infatti sentenziato come per cambiare sesso presso gli uffici comunali non sia necessario sottoporsi ad intervento chirurgico.

Alessia è di Palo, ha 37 anni ed è riuscita a dimostrare di aver cambiato sesso anche senza essersi sottoposta all’intervento definitivo di riassegnazione sessuale. “Devo ringraziare soprattutto l’avvocato Flaviano Boccasini – spiega – Ha portato avanti la mia battaglia allegando alla documentazione psicologica quella relativa ad una serie di operazioni cui mi sono sottoposta nel corso degli anni”.

L’avvocato ha quindi convinto i giudici: per cambiare sesso all’anagrafe è sufficiente che siano modificati i caratteri sessuali secondari, quelli cioè che consentono di distinguere subito i maschi dalle femmine sui quali Alessia ha lavorato una volta raggiunto ampio livello di auto percezione relativa alla propria sessualità.

Da oggi i suoi documenti non lasceranno più spazio a dubbi. Nome, Alessia. Genere, donna. Su carta d’identità, tessera sanitaria e passaporto. “Un cambio anagrafico necessario per l’approccio con la società – conclude Alessia – Utile per il lavoro, per l’accesso al reparto donne in un eventuale ricovero ospedaliero e per tante altre piccole cose che in realtà piccole non sono. Per il resto: ero, sono e sarò sempre una donna. L’intervento lo farò, ma senza fretta”.

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