«…Riprendiamoci la nostra dignità!». Il messaggio riportato sul volantino che gira tra i tassisti baresi in questi giorni è inequivocabile. Giovedì prossimo è previsto un vertice in Comune. Un faccia a faccia tra operatori del settore e amministratori, gli ultimi della lunga serie che si sono succeduti negli anni e che, a detta dei tassisti, hanno prodotto solo promesse mai mantenute. I tassametri non girano più e le entrate sono crollate fino al 65%. Non dovessero arrivare risposte convincenti si sciopera. La Prefettura sarebbe già stata informata. Motori spenti da lunedì 17 marzo. Saranno evase – gratuitamente – solo le chiamate d’emergenza verso ospedali e altre strutture sanitarie.

Si fa sul serio, non è una provocazione. Da mesi la sensazione è quella di chi non ha ormai più niente da perdere. La crisi ha colpito duro, ma a dare lo scacco matto sarebbe stato il mancato intervento dell’amministrazione pubblica. Succede allora che a Bari siano quasi del tutto scomparse le corsie preferenziali usate –  lo ricordiamo – anche anche dai mezzi di soccorso e dalle forze dell’ordine. Qualche settimana fa vi avevamo documentato come gli albanesi abbiano praticamente conquistato il monopolio dei trasferimenti a lungo raggio dal porto.

Non solo. La concorrenza sleale, a detta dei tassisti, arriva da tutte le parti. Ci sono gli abusivi e i possessori delle licenze di noleggio con conducente che, contrariamente a quanto stabilito dalla legge, vengono a lavorare a Bari senza averne l’autorizzazione. E che dire delle “navette di cortesia” di alberghi e bad & breackfast? Pare che in molti casi la cortesia non si limiti solo al trasferimento dei clienti dalla struttura alla stazione, al porto o all’aeroporto. Secondo quanto si legge nel volantino di protesta neppure i risciò e i pulmini turistici opererebbero nel pieno rispetto della legge, muovendosi in territori diversi da quelli di loro competenza facendo, appunto, il tipico servizio taxi.

Ci siamo occupati più volte delle lamentele dei tassisti. Questa volta, però, il clima è decisamente diverso. La tensione, al pari della disperazione, ha raggiunto livelli mai visti prima. Chissà, per il bene di tutti, che il periodo preelettorale convinca le istituzioni tutte, dalla Regione al Comune, a non prendere più sottogamba le ragioni dei conducenti delle auto bianche baresi. Chiunque deve avere la possibilità di lavorare, purché si giochi tutti con le stesse regole. Lasciare che abusivi e improvvisatori facciano quello che gli pare non ci sembra una risposta adeguata a chi non ha un lavoro e quindi si sente in dovere di rubarlo a qualcun altro.

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