Tale evento nel nostro Paese è promosso dalle maggiori società scientifiche attive in campo endocrino-metabolico, quali l’Associazione Italiana Tiroide (AIT), l’Associazione Medici Endocrinologi (AME), la Società Italiana di Endocrinologia (SIE). Anche nella nostra regione sono previste numerose iniziative nella settimana 18 -25 maggio, sotto forma di incontri informativi, campagne di prevenzione e screening e ambulatori dedicati. “Ci si potrebbe chiedere perché dedicare tanta attenzione e addirittura una giornata mondiale a questa piccola ghiandola endocrina posta alla base del collo”, introduce Vincenzo Triggiani, Professore Aggregato di Endocrinologia, Università di Bari e referente Associazione Medici Endocrinologi per la Puglia e la Basilicata.

“Gli ormoni tiroidei partecipano alla regolazione del metabolismo e delle principali funzioni del nostro organismo, oltre ad essere fondamentali per lo sviluppo e la crescita già a partire dalla vita intrauterina. Lo sviluppo del sistema nervoso, le funzioni cognitive, il funzionamento del sistema cardiovascolare, lo sviluppo ed il metabolismo dell’osso, la crescita armonica, la produzione di energia, il ricambio dei costituenti del nostro corpo, il funzionamento del sistema digestivo, l’aspetto della pelle, dei peli e dei capelli, la stessa funzione riproduttiva sono profondamente influenzati dal funzionamento della tiroide. Ciò spiega le alterazioni e i disturbi che possono aversi quando la tiroide funziona male”, prosegue l’esperto.

Le malattie della tiroide sono frequentissime: fino al 50% della popolazione può presentare noduli della tiroide o malattie per lo più di tipo autoimmune, con o senza alterazioni della funzione tiroidea. Particolare attenzione deve essere inoltre posta alle disfunzioni tiroidee in gravidanza.

Quando la tiroide funziona troppo, si parla di ipertiroidismo, dovuto in genere ad una malattia autoimmune che prende il nome di Morbo di Basedow o ad un nodulo tiroideo che funziona troppo (i cosiddetti noduli caldi alla scintigrafia). In caso di ipertiroidismo il paziente è agitato, nervoso, non riesce a stare fermo, non dorme bene la notte, ha il battito cardiaco accelerato, suda e, soprattutto perde peso pur continuando a mangiare nello stesso modo o anche più del solito. In tali casi si interviene con farmaci antitiroidei o con la chirurgia o con la terapia con iodio radioattivo.

Quando la tiroide funziona poco, si parla di ipotiroidismo, condizione dovuta alla tiroidite autoimmune o ad asportazione della tiroide o a terapia con iodio radioattivo. L’ipotiroidismo (sono oltre 200.00 gli ipotiroidei in Puglia) è caratterizzato dal rallentamento di tutte le nostre attività: rallentamento dell’ideazione, dei movimenti e dei riflessi, rallentamento del battito cardiaco, della motilità intestinale, del ricambio dei nostri costituenti. In tal caso si interviene somministrando ormone tiroideo per via orale.

“A tal proposito, da qualche tempo, accanto alle compresse di ormone tiroideo, è disponibile una formulazione innovativa di ormone tiroideo in fase liquida che ha il notevole vantaggio di garantire un assorbimento più completo e costante, con minori interferenze da parte del cibo, in maniera da consentire una migliore terapia sostitutiva” prosegue l’endocrinologo.

Accanto alle disfunzioni tiroidee, vi è il grosso capitolo del gozzo, dei noduli e dei tumori della tiroide. Spesso in presenza di ingrandimento diffuso o nodulare della tiroide la funzione tiroidea non è alterata. In tali casi i problemi per il paziente possono derivare, in particolare in caso di gozzo o noduli voluminosi, da fenomeni compressivi sugli organi vicini alla tiroide, con la possibile comparsa di difficoltà nella deglutizione e a volte difficoltà respiratorie o alterazioni della voce. Altro problema molto importante è rappresentato dal riconoscere tra i frequentissimi noduli tiroidei, per lo più benigni, i carcinomi della tiroide. Molto importante a tale proposito è l’apporto dell’ecografia e dell’agoaspirato ecoguidato con successivo esame citologico. Tali esami consentono di individuare i noduli tumorali o sospetti, allo scopo di selezionare i pazienti da inviare all’intervento chirurgico. Se individuati precocemente, i carcinomi della tiroide hanno generalmente un’ottima prognosi. É importante, pertanto, valutare accuratamente i noduli tiroidei.

“Va ricordato, sempre ai fini della prevenzione, che un componente essenziale per la produzione degli ormoni tiroidei è rappresentato dallo iodio, elemento di cui la nostra dieta è generalmente carente. È per questo motivo che si deve sostituire il sale comune con quello fortificato con lo iodio: un piccolo gesto che è di grande aiuto per la nostra tiroide e per la nostra salute, perché contribuisce a prevenire l’ingrandimento patologico della tiroide (gozzo) e la maggior parte dei noduli tiroidei, mentre in caso di gravidanza e allattamento, quando le richieste di iodio sono maggiori, è preferibile ricorrere ad integratori contenenti iodio. È anche doveroso tenere presente che il sale non deve essere assunto in quantità eccessiva, perché può contribuire all’insorgenza dell’ipertensione. Allora: “Poco sale, ma iodato!”

Ricordiamo, infine, che un elenco delle iniziative è riportato sul sito dell’Associazione Medici Endocrinologi (AME), all’indirizzo www.associazionemediciendocrinologi.it e sul sito www.tiroide.com

Comunicato stampa a cura di Maria D’Acquino

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