Manutenzione autobus Stp, tutto da rifare. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia ha infatti accolto il ricorso presentato dall’associazione temporanea d’impresa che aveva partecipato al bando: si tratta di una gara d’appalto di quasi 3 milioni di euro per la manutenzione dei 146 mezzi della Società Trasporti Provinciale per i prossimi tre anni.

Il ricorso è stato giudicato ragionevole e fondato perché era sproporzionato il vincolo previsto nel bando, cioè il possesso di un forno da 18 metri per la verniciatura di due autobus snodati. Eppure la STP possiede solo due mezzi di quella lunghezza: non si capisce quindi il perché di una restrizione così pesante, di fatto un limite invalicabile per molte aziende.

Il mancato possesso requisito, secondo quanto previsto dal responsabile unico del procedimento, avrebbe portato all’automatica esclusione dalla gara visto che non era prevista nemmeno la possibilità di un subappalto o di un avvallimento: in altre parole, la possibilità, accordata dalla legge, di potersi avvalere dei requisiti di un’altra impresa per partecipare alla gara.

Secondo quanto abbiamo potuto accertare, in Italia ci sono aziende di trasporto pubblico, con oltre 200 mezzi, che nelle gare di manutenzione non solo non menzionano il forno da 18 metri, ma neppure l’uso di un qualsiasi forno, purché il lavoro, e quindi la verniciatura dei mezzi, avvenga a regola d’arte e in pieno rispetto delle regole in materia ambientale.

Adesso la Stp, alla quale il giudice ha ordinato di annullare il bando, ha due strade: la prima è quella di sospendere la gara e ricorrere al Consiglio di Stato, l’altra prevede invece l’annullamento del bando e la formulazione di un altro capitolato per una nuova gara, in cui il requisito del forno lungo 18 metri possa garantire al massimo un maggior punteggio ma non sia di per sé vincolate.

Il paradosso di questa vicenda sta proprio nel responsabile unico del procedimento che, come la collega Santeramo, seppure con un parametro inferiore, è in odore di un’altra promozione che potrebbe essere ratificata già nella prossima seduta del Consiglio d’Amministrazione in programma il prossimo 12 giugno. I contribuenti aspettano di sapere a chi saranno addebitati i costi di questi continui errori.

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