Il direttore di esercizio della STP, Mauro Piazza, da Parma, è stato licenziato dalle stesse persone che lo avevano assunto sei mesi fa, al termine di un concorso pubblico. Lo ha stabilito oggi il Consiglio di amministrazione della ex Società del Trasporto Provinciale di Bari, come da noi anticipato alcune settimane fa, con tre voti favorevoli (il presidente Roberto Gargiuolo, l’amministratore delegato Rosa Pastore e il consigliere della Bat Vincenzo Di Pierro); uno contrario (il consigliere di Trani, Margherita Musicco) e un assente (il consigliere del’Area Metropolitana barese Saverio Caravelli).

L’ormai ex direttore, pur non avendo ancora ricevuto alcuna comunicazione in merito, ha fatto sapere con una lettera inviata nei giorni scorsi al Consiglio di amministrazione di voler fare ricorso contro l’inspiegabile decisione. “Ho un contratto a tempo indeterminato – spiega Piazza – e quindi farò valere i diritti previsti da quel contratto. Farò causa all’azienda”.

Il dispiacere è tanto. “Vengo licenziato da chi mi ha assunto, non stiamo mica a giocare, ogni settimana faccio 750 chilometri per venire a lavorare – tuona Piazza – ho partecipato a un concorso pubblico, ho vinto e mi è stato fatto un contratto a tempo indeterminato. Non capisco perché abbiano voluto mettermi in questa situazione”.

Alla base della decisione ci sarebbe la firma negata da Piazza su alcuni documenti che riguardavano la passata gestione. “Seppure non credo sia questa la ragione del licenziamento – aggiunge Piazza – non ho firmato quelle carte perché c’erano delle situazioni poco chiare e non mi sono voluto prendere responsabilità non mie”. Il problema non è solo personale di Piazza, che dopo aver scelto di lavorare a Bari ha lasciato il suo posto trentennale all’azienda dei trasporti di Parma, ma di tutti i contribuenti. Se davvero il concorso era viziato, perché il direttore è stato assunto? Chi paga lo stipendio dato a Piazza finora? Si potrebbe pensare a un’azione di responsabilità.

 

 

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