Si parla ancora e sempre di bullismo. Un fenomeno a quanto pare inarrestabile. Non c’è limite di età, dalla materna alle scuole superiori, carnefice e vittima si incrociano secondo un preciso, “collaudato” schema.

È accaduto ancora, e a farne le spese una 12enne, barese, di buona famiglia con l’unico handicap di essere studiosa. In gruppo, alcune sue coetanee ben inserire socialmente, con un calendario pieno di attività didattiche in corso, l’hanno minacciata di morte per mesi, terrorizzandola.

Intimidazioni da brivido, finite solo dopo che la ragazzina ha trovato il coraggio di denunciare tutto al padre. Il linguaggio è sempre lo stesso: volgare e aggressivo. Qui la scuola c’entra poco perché i fatti accadono fuori e viaggiano on line, su WhatsApp. Sì perché siamo nell’era del cyber dove tutto si muove alla velocità della luce, anche la violenza.

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