Le fermate degli sculabus baresi non sono falcoltative, vengono stabilite tenendo contro di alcuni parametri e di una mappa, in modo da essere più o meno equidistanti da tutte le abitazioni delle zone servite. Fin qui il discorso e la metodologia non fa una piega. Nemmeno una grinza finché non si arriva in via Di Gesi, al quartiere San Paolo di Bari. La fermata è nello stesso piccolo spiazzo dove sono sitemati i cassonetti dei rifiuti.

L’area diventa un gigantesco acquitrino. Un gruppo di mamme ci ha chiamato per segnalarci una questione che potrebbe essere risolta con un po’ di buon senso. Vivono ad alcune centinaia di metri dalla fermata prestabilita. Il fatto curioso è che lo scuolabus, una volta fatta inversione nello spiazzo, torna esattamente sulla stessa strada, davanti alle loro case.

Anche gli operatori dello scuolabus la reputano una follia. Fossero autorizzati non avrebbero alcun problema a fermarsi per raccogliere altri tre o quattro bambini. Lo scuolabus non perderebbe tempo e soprattutto non dovrebbe cambiare tragitto. Abbiamo raggiunto telefonicamente l’assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Paola Romano, che si è impegnata ad andare sul posto per verificare la situazione.

Le consigliamo, come abbiamo fatto noi, di andare in un giorno di pioggia. Con un po’ di logica il problema dello scuolabus si risolverebbe e tutti potrebbero vivere felici e contenti, fatto salvo che non è possibile ottenere la fermata sotto casa.

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