“Appena abbiamo ricevuto indicazioni è subito intervenuto il pronto intervento sociale del Comune, coinvolgendo la coordinatrice del Municipio e l’assistente sociale, che è stata assegnata al caso in pochissimo tempo”. L’assessore al Welfare, Francesca Bottalico, ha preso in mano la situazione di Maria Antonietta, costretta a vivere in un garage in condizioni disumane e il cui caso è emerso grazie al buon cuore e alla sensibilità dell’imprenditore edile Angelo Micciantuno.

Tutto bene dunque? Non proprio, in realtà. “Verificate le condizioni della signora – ci ha fatto sapere la Bottalico – le è stato proposto l’immediato inserimento in una struttura pubblica adatta alle sue esigenze. Pur essendo in difficoltà, ha rifiutato qualsiasi tipo di intervento e inserimento in struttura in quanto legata al compagno e alla rete parentale che la sostiene”.

“È stato aperto procedimento – aggiunge – e dopo l’intervento di ieri ne verranno effettuati altri nei prossimi giorni al fine di accompagnare la signora secondo i suoi tempi e scelte ad essere accolta e supportata anche attraverso la responsabilizzazione e coinvolgimento della sua rete familiare”.

Stupiti del rifiuto di Maria Antonietta, abbiamo cercato di capire meglio l’accaduto perché la cosa non ci tornava affatto: “Purtroppo posti per lei a Bari non ce ne sono e ha avuto paura che si trattasse di una cosa permanente – ci ha detto lo stesso Angelo, come noi caduto dalle nubi appena saputo del rifiuto – temeva di non rivedere più la figlia. Deve essere curata, ha delle patologie importanti, le ho spiegato che è per il suo bene ed è temporaneo, anche perché lo ha detto chiaro e tondo ai servizi sociali: ci sono tante case vuote proprio nella zona in cui si trova ora, non capisce per quale motivo non glie ne può esserne assegnata una”.

Maria Antonietta dopo aver capito che si tratta di un trasferimento temporaneo, ha deciso di accettare l’aiuto da parte dei servizi sociali. “Lunedì – spiega la Bottalico – dopo l’incontro con l’assistente sociale, possiamo vedere quale struttura è disponibile, senza escludere altri tipi di interventi che possono aiutare la signora in modo più graduale e meno invasivo come può essere un trasferimento”.

“Essere circondati da persone sconosciute – continua l’Assessore -, nonostante siano li per aiutarti, può intimorire. Per questo motivo capiamo il perché del rifiuto di Maria Antonietta e ovviamente la nostra proposta sarà sempre valida e, qualora non ci sia disponibilità nelle strutture pugliesi, la aiuteremo in altro modo”.

Mentre siamo tutti in attesa di capire cosa succederà ora, alcuni bravi volenterosi della chiesa San Salvatore hanno fatto una colletta e le hanno portato qualcosa da mangiare insieme a una piccola cifra in denaro. La sua storia ha smosso il cuore di molti.

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