Perdere tutto quando ormai credevi di averne viste tante, succede anche questo, purtroppo. Stella ha 67 anni, vedova da quattro, da quando suo marito, che faceva la guardia giurata, è deceduto all’improvviso. Fino a quel momento, racconta la donna, se la cavavano, ma la perdita del compagno di una vita segna l’inizio di un calvario.

Così, Stella si è ritrovata sola, col figlio di 30 anni, Francesco, affetto da attacchi di panico, un affitto di 550 euro e 850 euro di pensione, decurtati però di circa 150 per via di un prestito contratto quando il marito era ancora vivo. I soldi non bastano e il padrone di casa, dopo aver inizialmente acconsentito, si rimangia la parola: sul canone di locazione non è disposto a trattare; Francesco e Stella finiscono a vivere in una struttura di accoglienza. Lei, che soffre di cataratta, non può assolutamente camminare da sola.

Tutto fila per circa un anno e mezzo, finché non insorgono problemi con altri ospiti e loro due se ne devono andare. Ora mamma e figlio dormono in un androne accanto al Pronto Soccorso del Policlinico, lei su una sedia, lui per terra, su dei cartoni per non sentire il freddo gelido delle piastrelle, scaldato da una coperta avuta dal Pis, il Pronto Intervento Sociale del Comune.

Da un mese a questa parte si ritrovano in questa situazione assurda, mangiano gli avanzi che il personale dell’ospedale porta loro dai reparti, in qualche modo passano le giornate, ma lunedì dovranno andare via. Stando a quanto ci dice Stella, devono essere eseguiti dei lavori. Tutto ciò che chiedono è una sistemazione, camera e bagno da affittare per 250 euro sicuri, perché la pensione arriva tutti i mesi grazie a Dio. Finora, però, non sono riusciti a trovare nessuno disposto a venirgli incontro, e la scadenza è terribilmente più vicina ogni minuto che passa.

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