Mercato di corso Mazzini, quartiere Libertà. A Bari è da poco passato mezzogiorno. Da un bel pezzo un anziano infreddolito rovista nel cassonetto del mercato. Ci sono un sacco di scarti di frutta e verdura da recuperare. Ciò che per altri è da buttare, per lui è il pasto del giorno.

Il pensionato rovista mentre gli passano davanti uomini e donne indifferenti. La scena non passa inosservata a Giuseppe Catalano. Lo abbiamo intervistato decine di volte per denunciare il degrado ambientale delle periferie della città “In questo caso – denuncia Catalano – il degrado è umano, il peggiore di tutti perché riguarda la carità, il sentimento che dovrebbe muovere tutti noi”.

La cosa che ha scioccato Catalano, infatti, non è il fatto che un anziano rovisti nel cassonetto, ma l’indifferenza generale. “Non c’è stata una sola persona mossa da un briciolo di solidarietà verso quel pover’uomo – continua -. I suoi occhi si sono illuminati quando mi sono fatto avanti per dargli un abbraccio e un po’ di frutta, tutto ciò che ho potuto in quel momento”.

Il nonno barese con la testa ficcata nel cassonetto e un coltello in mano, intento a selezionare la verdura scartata dalle bancarelle non è certo il primo né sarà l’ultimo. “Il rischio vero – conclude amareggiato il cittadino barese – è quello di rassegnarsi all’idea di dover badare solo a noi stessi, trascurando i bisogni di chi ha più bisogno”.

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