Il dramma della malattia e l’umiliazione di non riuscire a trattenere la pipì per via di un bagno chiuso da mesi. Protagonista dell’assurda vicenda, accaduta ieri mattina all’ospedale San Paolo di Bari, è una donna malata di parkinson.

Il bagno del laboratorio analisi non è utilizzabile, seppure sulla porta vengano riportati giorni e orari di apertura. L’altro wc, il più vicino, si trova dal lato opposto del nosocomio, in Radiologia. Troppo lunga la distanza e quindi la donna non è riuscita a trattenersi.

Visibilmente imbarazzato chi l’accompagnava, non certo per quanto successo, ma soprattutto per la constatazione di non poter ricevere neppure un servizio minimo. Un episodio sconcertante all’indomani dell’assegnazione degli “Oscar” dell’umanizzazione degli ospedali, in cui il San Paolo è risultato il miglior ospedale pugliese. Uno dei criteri di valutazione è stata proprio la presenza dei servizi. Certo, non discutiamo della professionalità del personale, ma l’assistenza è solo una parte del complesso sistema ospedaliero.

Poco importa se il bagno sia davvero guasto o se, come ci è stato riferito, lo si tenga chiuso a causa dell’inciviltà di qualcuno. Un ospedale in cui un paziente in difficoltà è costretto a farsela addosso per la mancanza di un bagno nelle vicinanze, deve farne ancora tanta di strada prima di raggiungere un livello minimo di umanizzazione.

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