Le promesse, il miraggio della stabilizzazione, e poi le inchieste, il cambio al contestato vertice, insomma, una situazione di gran confusione che da fuori si fatica a seguire e comprendere. Dentro, con un piede solo però, ci sono i 337 lavoratori precari di cui l’Arif, l’Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali, ha tanto bisogno, talmente tanto che puntualmente richiama per ogni stagione, salvo dimenticarli fino alla volta successiva.

Stamattina un centinaio di loro si sono radunati in via Gentile, davanti alla faraonica sede del Consiglio regionale, l’obiettivo è sempre quello di essere finalmente stabilizzati. Il contratto a tempo determinato è infatti nuovamente scaduto, ma nonostante le numerose manifestazioni di protesta, da una parte, e le numerose manifestazioni di interesse da parte della politica, la loro condizione non è cambiata.

“Peggio di Amazon” recita lo striscione esposto, alludendo alle condizioni di lavoro dei dipendenti a servizio del colosso americano, che per quelle condizioni è più volte salito a poco edificanti altari della cronaca. I numeri peraltro, 337 impiegati a tempo determinato, a fronte di quasi mille stabilizzati, potrebbero esporre l’Arif al mancato rispetto della legge che permette il ricorso al lavoro interinale fino al 30% dell’organico. Numeri dietro i quali vivono, sopravvivono, centinaia di famiglie.

A metà mattinata, i rappresentati delle organizzazioni sindacali hanno incontrato, tra gli altri, il subcommissario, Vito Damiani, il consigliere del presidente, Domenico De Santis e il presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo. Assodata l’impossibilità di aggiungere altre giornate lavorative per quest’anno, è stata posta la parola fine all’impiego di agenzie interinali.

Da qui in avanti, dunque, si procederà con un tavolo tecnico permanente presso la Presidenza del Consiglio regionale; entro gennaio 2020 sarà pubblicato l’avviso pubblico. Inoltre, di concerto con le strutture Paesaggio e ambiente e con il settore Agricoltura, si cercherà di individuare possibili attività aggiuntive. Il tavolo tecnico si riunirà il prossimo 21 ottobre.

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